sabato, 13 Luglio, 2024
Attualità

A Crotone nasce lo Spazio Donna contro la violenza di genere

“Parole nuove contro la violenza di genere. Analisi e contrasto contro i fattori culturali della violenza per una nuova relazionalità”. È questo il titolo dell’iniziativa promossa a Crotone da Spi CGIL Calabria e dal Coordinamento Donne, insieme al Comune di Crotone e al quale hanno preso parte anche gli studenti e i docenti di alcune scuole secondarie di secondo grado della città. Un’iniziativa concepita per abbattere i muri del pregiudizio e degli stereotipi, a partire dal linguaggio, e ragionare insieme, con l’ausilio di figure professionali dedicate, ad una lotta quotidiana a più mani, facendo leva su una rete di associazioni, istituzioni, sindacati. Nasce con questo scopo lo Spazio Donna di Crotone che aprirà i battenti nelle prossime settimane e che si propone di essere luogo di accoglienza e di ascolto, ma anche di discussione.

Misure insufficienti

“Non bastano leggi e restrizioni, non bastano le quote rosa, non basta raggiungere ruoli apicali, non basta fin che la cultura dominante veicola messaggi di disparità. Il Governo taglia i fondi ai centri antiviolenza e quelli dedicati alle politiche giovanili e di genere sono insufficienti. La Cgil da sempre combatte le disuguaglianze su tutti i fronti e rivendichiamo con forza il sostegno alle donne in termini di contrattazione sociale. Chiediamo più fondi, più garanzie per una vita lavorativa quasi sempre frammentata, spesso con part -time involontario e di conseguenza con pensioni minime che non garantiscono una vita dignitosa. Chiediamo che la salute delle donne venga garantita attraverso i consultori che stanno smantellando fattivamente”, ha detto Rossella Napolano, Segreteria Spi CGIL Calabria.

Percorso nelle scuole

All’iniziativa ha preso parte la Segretaria Nazionale del Sindacato dei Pensionati (Spi) CGIL Calabria Claudia Carlino, la quale ha spiegato che “il sindacato può fare molto, incidendo sui fattori culturali, ma anche avanzando rivendicazioni e richieste di norme e leggi, ad esempio, in termini di prevenzione, a partire dall’educazione affettiva nelle scuole. Bisogna proseguire facendo rete con le realtà che si occupano di tutela delle donne a vario titolo, una rete che deve essere parte del sistema pubblico”. “L’impegno dello Spi è fare in modo che iniziative come questa possano essere parte di un percorso nelle scuole calabrese e non rimangano isolate per potere raggiungere quanti più ragazzi possibile e lavorare sinergicamente sulla costruzione di un cambiamento culturale”, ha detto il Segretario Generale Spi CGIL Calabria Carmelo Gullì.

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