venerdì, 19 Aprile, 2024
Lavoro

Formazione inesistente e scarsa retribuzione: i medici specializzandi protestano sotto il Miur

L’attuale inquadramento del medico specializzando è oggetto della manifestazione organizzata a Roma da Anaao Giovani, Als E Gmi allo scopo di sensibilizzare il mondo politico e accademico sulla necessità di una riforma che archivi il sistema vigente, fermo al 1999 e lontano anni luce da quello europeo, che in termini di diritti e tutele pone il medico specializzando sullo stesso piano di uno studente, piuttosto che di un professionista.

“Chiediamo aumento retributivo”

I promotori della manifestazione, Giammaria Liuzzi (Anaao Giovani), Massimo Minerva (Als) e Antonio Cucinella (Gmi), chiedono con forza e determinazione “l’inserimento di nostri rappresentanti in tale gruppo o l’istituzione di un tavolo parallelo da noi composto che lavori in sinergia per evitare di formulare una riforma non all’altezza delle molteplici problematiche vigenti”, aggiungendo che non sono disposti a supportare “la nascita di una riforma delle specializzazioni mediche senza un aumento retributivo, che attualmente ammonta a 1300 euro mensili al netto di tasse universitarie, Enpam, Ordine dei Medici e assicurazione obbligatoria”. 

Proteste in piazza

In merito all’attuale concorso di specializzazione, prosegue il comitato,“scendiamo in piazza per pretendere la pubblicazione dei questionari anonimi di valutazione suddivisi per singola specialità: la nostra richiesta, oltre ad essere una battaglia di trasparenza contro chi fa ostruzionismo per non far palesare le innumerevoli problematiche, è fondamentale per dare uno strumento oggettivo ai futuri specializzandi nella scelta della specialità a loro più consona ed evitare di avere anche quest’anno migliaia di contratti assegnati e poi abbandonati”.

“Diserteremo i reparti”

In mancanza di una reale e fattiva volontà di confronto, gli specializzandi sono pronti a “organizzare intere giornate di assenza dalle strutture per dimostrare che senza il nostro contributo migliaia di reparti universitari collasserebbero in quanto, contrariamente a quanto stabilito dalla legge, sostituiamo integralmente il personale medico di ruolo”. 

Riforma globale

In particolare, aggiunge Liuzzi, “crediamo che occorra inquadrare il medico specializzando come i colleghi in Europa, quindi come in Germania e in Spagna. Purtroppo ci formiamo solo in poche sedi e non riusciamo a creare un ragionamento diverso. Ci sono disegni di legge di riforma su cui attendiamo ancora una risposta, ma è evidente che il Miur non vuole modificare lo status-quo”.

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