mercoledì, 26 Febbraio, 2020
Ambiente Editoriale

Roghi tossici, Noe in campo

Cinquanta uomini in più del Noe, Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri, da concentrare nel lavoro di contrasto ai roghi tossici nelle Terre dei fuochi di tutta Italia. Lo Stato scende in campo e risponde con forza e determinazione all’aggressione degli eco-criminali sui nostri territori.

L’incremento della dotazione organica di questa importante articolazione della Benemerita è stato possibile grazie al lavoro coordinato dei ministri dell’Ambiente, Sergio Costa, dell’Interno, Lamorgese, della Pubblica amministrazione, Dadone, dell’Economia, Gualtieri, e, non ultimo, della Difesa, Guerini.

La scorsa estate i roghi hanno avvelenato la vita quotidiana di decine di migliaia di cittadini italiani. Un quadro assolutamente è intollerabile che ha spinto il responsabile dell’Ambiente – che è un generale dell’Arma dei Carabinieri tuttora in servizio – ad attivarsi: “Avevamo promesso che lo Stato non li avrebbe lasciati soli – ha commentato il ministro – e gli investigatori del Noe sono una risposta robusta e concreta”.
I 50 militari del Noe, che dipende funzionalmente dal Ministero dell’Ambiente, saranno formati ad hoc per investigare sul ciclo illecito dei rifiuti: “Un’operazione necessaria che aiuterà le attività in quei territori così duramente colpiti. Il nostro obiettivo è roghi zero, l’abbiamo detto, e stiamo lavorando giorno e notte, affinché i cittadini delle Terre dei Fuochi di tutta Italia non debbano più temere di aprire una finestra e respirare veleni. Credo che questo surplus investigativo possa essere determinante e lavoreremo insieme, affinché possano essere messi a segno fin da subito i risultati tanto attesi”.

Il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, istituito il 1° dicembre 1986, ha giurisdizione su tutto il territorio nazionale ed ha conseguito, già nei primi anni di attività, risultati che dimostrano credibilità, reattività operativa e concretezza.

Il Noe ha svolto, inoltre, complessi accertamenti per fornire i dati di fatto indispensabili a determinare gli interventi di competenza dei Ministero nel caso di lavori che hanno comportato, o che potrebbero comportare, alterazioni all’ambiente. I militari hanno individuato i responsabili di inquinamenti (con conseguente denuncia all’Autorità Giudiziaria) e perseguito penalmente i più gravi danni ambientali accertati.

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