domenica, 28 Febbraio, 2021
Attualità

Flussi migratori e “latitanza” della Politica

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Quella di attribuire ai predecessori tutti i disastri possibili e di accaparrarsi i meriti è una vecchia – e insana – abitudine italiana che, in politica, trova la sua massima espressione. Se, poi, si va a toccare una questione “sensibile”- come, ad esempio, quella dell’immigrazione – allora si corre il rischio di perdere di vista la strada del buon senso che, in teoria, dovrebbe essere la bussola dell’intera classe dirigente. Purtroppo l’attuale generazione di politici non brilla certo per lungimiranza. Lo dimostra l’ultima polemica sugli sbarchi nata a seguito della pubblicazione, da parte del Dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione del Ministero degli Interni, dai dati aggiornati alla vigilia di Natale.

Secondo i calcoli degli esperti, il 2019 si chiuderà confermando il trend in netto calo: quest’anno sono state 11.439 le persone arrivate via mare in Italia, di cui 1618 i minori “non accompagnati”.  Una cifra che indica una riduzione di oltre il 50 per cento rispetto all’anno precedente. Nel 2018, infatti, i migranti sbarcati erano stati 23.210. Un numero comunque decisamente più piccolo rispetto a quanto si era verificato nel 2017, quando ad approdare in Italia erano  quasi 119 mila persone. Per quanto riguarda le nazioni di provenienza, la più rappresentata è la Tunisia.

Dal paese nordafricano è arrivato – stando almeno alle dichiarazioni raccolte dal personale adibito all’accoglienza – il 23 per cento. Seguono pakistani e ivoriani (entrambi al 10 per cento del totale); quarto paese di provenienza l’Algeria, quinto l’Iraq.I l precedente “inquilino” del Viminale ha, invece, offerto un quadro decisamente differente, se non addirittura opposto: “Anche a dicembre – ha tuonato Matteo Salvini – gli sbarchi aumentano rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Negli otto mesi precedenti, con la Lega al governo e condizioni meteo più favorevoli per le partenze, gli arrivi erano stati 4.976. È il governo sbarchi, tasse e manette, che però esulta per i circa 400 ricollocamenti all’estero. Complici o incapaci?”.

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