mercoledì, 7 Dicembre, 2022
Ambiente

Vigne urbane per città più smart e green

Quando si riesce a fondere la cultura con la natura, la storia con l’ingegno umano, si creano degli unicum in grado di rivoluzionare le aree urbane e di diventare il simbolo di un modello di vita più sostenibile. Riqualificare periferie spesso degradate o valorizzare aree urbane dismesse e inutilizzate con cinture verdi, orti urbani e parchi agricoli didattici, secondo una moderna pianificazione territoriale green, significa tener conto del ruolo delle infrastrutture verdi come ponti di collegamento tra città e campagna, per la rigenerazione delle città sia sul piano della qualità della vita per i cittadini sia su quello del turismo. Significa anche creare modelli di sviluppo che restituiscano il giusto peso all’agricoltura, non solo nella sua dimensione economica, ma anche e soprattutto in quella sociale.

La filosofia green dei vigneti di città

Tra i progetti meglio riusciti, di ripensamento delle relazioni fra cultura urbana e mondo agricolo, spicca quello, piuttosto antico, delle vigne in città, cioè appezzamenti di varie dimensioni coltivati a vite in molte municipalità italiane ed europee, dalle grandi metropoli ai piccoli centri abitati, spesso preziosi custodi di biodiversità, in alcuni casi di biotipi rarissimi. “Se pensiamo al concetto di sostenibilità, poche vigne possono fregiarsi di questo titolo come quelle urbane, che chiunque può raggiungere comodamente a piedi dal centro della propria città – ha spiegato Luca Balbiano, presidente della rete mondiale Urban Vineyards Association, durante la recente Conferenza globale sul turismo del vino -. Io credo che il consumatore di oggi sia alla ricerca di qualcosa di più di una buona bottiglia di vino. Vuole vivere un’esperienza più ampia, dove l’aspetto puramente enologico si sposa con l’arte e la storia e in questo senso la nostra offerta è in piena linea con i trend di rinnovamento sociale e ambientale sempre più necessari”.

Itinerari guidati di enotrekking urbano con degustazione

A oggi le vigne coinvolte in tutto il mondo nel progetto della Urban Vineyards Association nato nel 2019 sono, ad esempio, a Roma, Torino, Milano, Venezia, Palermo, Siena, Catania, Parigi, Avignone, Lione, New York e Tokyo, tutte nate allo scopo di promuovere la bellezza, la cultura, la resilienza e un nuovo approccio alla sostenibilità urbana. E la qualità dell’uva, a detta degli esperti, pare sia ottima così come quella del vino che se ne produce. Quattro le principali direttrici dell’iniziativa: diffondere una delle più preziose eccellenze enogastronomiche come il vino; sostenere una pianta con un ruolo centrale nell’aridocultura (tecnica di coltivazione che porta a un risparmio idrico); dare vita a spazi di aggregazione verdi che ospitino piccole comunità in totale rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali; sviluppare un asset turistico, dato dal mix fra sostenibile e smart, in piena linea con i trend di rinnovamento sociale e ambientale. “In un momento complesso a livello globale come quello che stiamo attraversando è diventato fondamentale studiare nuovi approcci e promuovere modelli virtuosi per il nostro pianeta – spiega ancora Luca Balbiano -. Il vigneto urbano è un patrimonio storico, culturale e sociale che va tutelato e un modello innovativo per le città di domani, un inno alla bellezza sostenibile, un’opportunità da cogliere per dare vita ad un turismo più consapevole, intelligente e rispettoso”.

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