sabato, 25 Maggio, 2024
Agroalimentare

Fini (Cia-Agricoltura): alle Pmi meno burocrazia e tasse su lavoro

Meno tasse sul lavoro e meno burocrazia con l’obiettivo di sostenere le aziende agricole e tutelare i prodotti Made in Italy. Più che una proposta è una invocazione quella formulata dal presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini che durante gli incontri con associati e imprese fa il punto della situazione “insostenibile” per molte realtà agricole.

Superare la crisi

“Il taglio del costo del lavoro e uno snellimento vero delle pratiche burocratiche”, spiega Cristiano Fini nel suo intervento, alla Festa Nazionale della Confederazione Aepi – Associazioni Europee di Professionisti e Imprese, “È anche di questo che ha sempre più bisogno l’agricoltura, per superare l’attuale crisi economica, continuando a tutelare sicurezza alimentare e Made in Italy”. “L’aumento insostenibile dei costi di produzione e dei prezzi, insieme all’emergenza energetica e a quella climatica” prosegue Fini, “rendono evidente che va ridotta la tassazione per chi produce cibo, il bene più importante alla base della sussistenza globale. Stesso discorso”, sottolinea, “ovviamente, va fatto per i lavoratori e le famiglie, altrimenti l’erosione del potere d’acquisto farà danni enormi al tessuto sociale e alla competitività del Paese”.

Tutelare chi produce

Per la Cia-Agricoltori la filiera deve avere come punto di riferimento il lavoro degli agricoltori, che vanno tutelati economicamente.
Inevitabilmente, allora, il passaggio sui prezzi allo scaffale che per il presidente nazionale di Cia vuol dire ricordare una battaglia già avviata dall’organizzazione, e ora anche oggetto del documento di proposte per il prossimo Governo. “Dobbiamo pretendere che si lavori per un’equa redistribuzione del valore lungo tutta la filiera agroalimentare”, propone Fini, “perché i produttori non possono continuare a pagare il prezzo più alto. E se crolla il primo anello della filiera, attenzione”, fa presente Fini, “crolla tutto il Made in Italy”.

Favorire la semplificazione

Poi, restando nel focus del dibattito su fiscalità, pubblica amministrazione e riforme, il presidente nazionale di Cia ha aggiunto: “La semplificazione che chiedono le imprese del settore agricolo ha a che fare con lo snellimento dei processi, dei controlli per esempio, e delle pratiche, del Psr come del Pnrr, affinché gli interventi siano davvero a supporto del settore e, quindi, rapidi ed efficaci”.

Tassazione premiale

Per la Confederazione italiana agricoltori l’impegno del nuovo Governo deve essere nel riconoscimento del ruolo delle piccole e micro imprese. “Ricordiamoci che è nelle micro e piccole imprese il tratto distintivo del settore primario”, precisa Fini, “Le stesse che ne valorizzano la presenza capillare nelle aree rurali, dove il presidio agricolo è pressoché vitale. Ne va tutelata la redditività, tenendo ora sempre più a mente le ripercussioni dei cambiamenti climatici che vedono l’agricoltura, quale settore più esposto”. “Dunque”, conclude il leader della Confederazione nazionale degli agricoltori, “non è proponibile l’adozione obbligatoria di sistemi di determinazione del reddito analoghi a quelli di altri settori. L’attuale sistema fiscale per il comparto, incentrato sulle rendite catastali, continua a essere adeguato, in particolare per ragioni di semplificazione e di certezza, ma bisogna lavorare anche per soluzioni alternative, di tassazione premiale, che favoriscano l’accesso a misure incentivanti per la crescita e lo sviluppo sui mercati interni e esteri”.

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