martedì, 9 Agosto, 2022
Lavoro

Reperibilità e diritto alla disconnessione, come cambiano le ferie

Secondo un’analisi condotta da Reverse, azienda internazionale di headhunting e risorse umane, il 50% degli intervistati dichiara di vivere serenamente il rapporto con i superiori nella gestione delle ferie e quasi il 51% afferma di rimanere parzialmente reperibile per propria scelta. Alessandro Raguseo, Ceo e Founder di Reverse, azienda internazionale di headhunting e risorse umane: “La strategia vincente non è quella in cui è il datore di lavoro a stabilire quando devi essere operativo e quando devi staccare, ma è quella in cui è il dipendente a gestire in autonomia il proprio lavoro e il proprio riposo. Il fatto che questa tematica sia ancora di estrema attualità, testimonia il fatto che in Italia siamo ancora lontani da una logica di lavoro per obiettivi e non per ore lavorate.

Eppure, a mio parere è questa la chiave per ottenere un bilanciamento reale tra vita professionale e vita privata e di conseguenza dipendenti più soddisfatti e quindi più produttivi”.

La legge 6 maggio 2021 n.61 sancisce il diritto alla disconnessione in Italia, e stabilisce che “è riconosciuto al lavoratore che svolge l’attività in modalità agile il diritto alla disconnessione dalle strumentazioni tecnologiche e dalle piattaforme informatiche, nel rispetto degli eventuali accordi sottoscritti dalle parti e fatti salvi eventuali periodi di reperibilità concordati. L’esercizio del diritto alla disconnessione, necessario per tutelare i tempi di riposo e la salute del lavoratore, non può avere ripercussioni sul rapporto di lavoro o sui trattamenti retributivi”.

“Sono assolutamente d’accordo con il diritto alla disconnessione, se pensiamo a una concezione del lavoro come quella attuale in cui le ore lavorate superano di gran lunga quelle di riposo e in cui nel 40% dei casi il dipendente non ha libera scelta sui giorni e sulle ore in cui disconnettersi”, prosegue Raguseo.

“Quello che mi auguro, però, è che in futuro si possa fare un ulteriore passo in avanti, allontanandosi da una logica lavorativa di controllo verso una di fiducia in cui è il dipendente a decidere quando lavorare e quando riposare, seguendo l’esempio di alcune aziende americane che, proprio là negli Usa dove le ferie sono non garantite e merce rara, hanno optato per un modello di giorni illimitati a discrezione del dipendente. In uno scenario del genere infatti il lavoratore garantirebbe più volentieri la propria reperibilità. Sono fermamente convinto che il futuro del lavoro sia questo. Una gestione serena e di fiducia anche nella gestione del rapporto ferie/lavoro. In cui non ci sia più la battaglia tra chi ‘stacca completamente’ e chi ‘rimane reperibile’, tra chi lavora più ore e chi ne lavora meno. Ma che ognuno gestisca in autonomia i propri task, i propri obiettivi e il proprio riposo. Con una possibile ricaduta positiva, aggiungo, sul fenomeno molto italiano dell’andare in ferie tutti insieme ad Agosto spendendo sensibilmente di più”, conclude Raguseo. (ITALPRESS).

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