lunedì, 26 Febbraio, 2024
Parco&Lucro

Microchip macro problema 

La supply chain, sotto le luci dei riflettori a causa dell’enorme allungamento dei tempi di consegna di qualunque prodotto inerente i semiconduttori, è un fronte caldo della competizione strategica tra Cina e Usa, con la prima intenzionata a diventare leader indiscusso nel settore e determinata a impedirglielo. E dalla Casa Bianca stanno manovrando per coinvolgere gli alleati olandesi. Secondo quanto riporta Forimche.net su notizia ripresa da Bloomberg, Washington starebbe cercando di convincere Amsterdam a cessare la vendita di macchinari fabbrica-chip al rivale cinese.

La partita si gioca su un’azienda olandese di nome Asml, leader mondiale nella produzione di sistemi di litografia ultravioletta, gli “stampi” dei microchip. È anche l’unica che sa creare i sistemi capaci di produrre i chip più avanzati (detti Euv), utili per intelligenza artificiale, cloud, armi intelligenti. Su questi ultimi sistemi il governo olandese è già intervenuto, rifiutandosi di concedere permessi di esportazione verso la Cina. Esistono solo due centri di produzione Asml all’infuori dell’Europa: uno è a Taiwan, l’altro in Corea del Sud, nazioni appartenenti all’Occidente geopolitico.

L’ingorgo delle catene di approvvigionamento

Come riportato in un interessante articolo di Lelio Naso sul Sole 24 Ore, servono sei mesi per un auto, minimo otto per i camper, 520 giorni per un microchip Scarsità di microprocessori, mancanza di materie prime e difficoltà nei trasporti hanno triplicato i tempi di consegna di alcuni beni di consumo.

Dalle lavatrici alle auto, passando per i mobili d’arredamento, per alcuni prodotti bisogna mettere in conto attese che arrivano a cinque-sei volte di più rispetto al periodo precedente alla pandemia e alla crisi russo-ucraina. E la crisi del traffico aereo di questi giorni sta peggiorando la situazione. Auto, forni, pc e lavatrici: le consegne dopo mesi di ingorgo globale a causa della carenza di processori, crisi energetica, dei trasporti e delle materie prime frenano la produzione e le consegne dei beni. Se a tutto questo aggiungiamo la congestione del trasporto aereo, dei porti e dei Tir è chiaro che i tempi di consegna siano raddoppiati o triplicati con picchi per alcuni prodotti che arrivano a cinque-sei volte rispetto al periodo precedente alla pandemia e alla crisi russo-ucraina.

A molti di noi sarà capitato di entrare in un negozio per acquistare un qualunque elettrodomestico o un’auto, e sentirsi dire che per entrare in possesso del prodotto ci sarà bisogno di diversi mesi. La scarsità di chip, materie prime e semilavorati; l’aumento dei costi dell’energia; la crisi dei trasporti, combinati tra di loro decuplica questo fenomeno. In un’analisi di Alix sui dati forniti da Tsmc la società taiwanese leader nella produzione di microprocessori, emerge come gli smartphone e computer rappresentano l’81% del mercato; Iot l’8%; i televisori e lauto il 14%; gli altri settori cumulati tra questi macchine per l’industria, arredo, elettrodomestici etc. solo il 3%.

Il mercato dei chip per gli smartphone vale undici volte quello dell’automotive, nonostante lauto nel 2021 sia cresciuta del 51% sul 2020 mentre gli smartphone sono cresciuti dell8%. Il potere contrattuale dei produttori di smartphone e computer ha determinato la gerarchia delle forniture e quindi la classifica dei ritardi di consegne, con l’auto e gli elettrodomestici scivolati in fondo.

Cambio di rotta o solo una ventata di ossigeno?

Nella scorsa settimana, si deve segnalare il rally dei titoli delle società produttrici di semiconduttori nel giorno in cui Samsung ha registrato una trimestrale superiore alle attese, a causa soprattutto della vendita dei chip. Samsung Electronics stima profitti operativi nel secondo trimestre in aumento annuo dell’11,38%, a circa 14.000 miliardi di won (10,7 miliardi di dollari) grazie ancora alla spinta dei microchip, nonostante i continui problemi della catena di approvvigionamento globale e i riflessi della guerra in Ucraina.Il colosso sudcoreano, nelle sue linee guida preliminari in vista dell’esame dei conti di fine mese, ha precisato di vedere ad aprile-giugno vendite in rialzo del 21%, a 77.000 miliardi di won, sotto i 77.800 miliardi dei primi tre mesi del 2022.

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