giovedì, 26 Maggio, 2022
"Direttore ti scrivo..."

Giochi, sfatiamo la leggenda nera

Caro Direttore, ho letto con interesse l’articolo apparso sul tuo quotidiano “Giochi e scommesse, meglio legali. Prevenire la ludopatia” e già dal titolo mi trova pienamente d’accordo. Anche perché finalmente fornisce delle cifre esatte che di solito, invece, vengono artatamente (con dado?) falsificate.

Gli ultimi dati che abbiamo a disposizione relativi al settore dei giochi ci dicono che il 37,8% degli italiani ha giocato a uno o  più  giochi  legali  tra  lotto,  lotteria,  superenalotto,  scommesse  sportive e non,  bingo,  giochi  online,  slot  machine.  Questi 19  milioni  di  persone  che  nel periodo pandemico hanno giocato legalmente sono la migliore certificazione che il gioco è un’attività praticabile in modo responsabile, contenuto e sano.

Tutte le ricerche e le indagini confermano che la  lotta  al  gioco  illegale per gli italiani non si fa con soluzioni proibizioniste che penalizzano il gioco legale, ma con maggiori informazioni e con più formazione.

Nel  2020  la  raccolta complessiva del settore è stata di 88,4 miliardi di euro, di cui 75,4 miliardi tornati ai giocatori nella forma di vincite (85,3%). Ed invece anche molta stampa di rango parla di 110 mld gettati via dai giocatori (vedi il Supplemento “Buone Notizie” del Corriere della Sera ma anche alcuni giornali “seri” di orientamento cattolico):

Nel 2020 c’è stato il boom del gioco a distanza: infatti, la raccolta a distanza  è  stata  di  49,2  miliardi  di  euro,  +12,8  miliardi  di  euro  rispetto  al 2019 che era stato di 36,4 (+35,3%), mentre quella fisica si è fermata a 39,1 miliardi di euro rispetto ai 74,1 (-35 miliardi  di  euro  rispetto  al  2019,  -47,2%):  in  10  anni. Quindi è evidente che non tutta la diminuzione del gioco fisico si è spostato sul gioco a distanza legale. Infatti, se nel 2019 il valore del gioco illegale  era  stimato  in  circa  12  miliardi  di  euro,  nel  2020  è  salito  a  18 miliardi  (+50%)  e  nel  2021  rischia  di  andare  oltre  i  20  miliardi  di  euro come ha cifrato il Procuratore Nazionale Antimafia, Cafiero de Raho.

La conferma della crescita del gioco illegale viene dalle operazioni di contrasto delle forze dell’ordine: tra inizio del 2020 e l’aprile 2021 ogni 3 giorni è stata scoperta una sala clandestina, 145 sono le inchieste condotte dalle forze dell’ordine, 1.000 le persone denunciate (493 del 2019).

Il sistema del gioco legale è un settore economico che genera occupazione, redditi  per gli occupati, valore aggiunto, gettito fiscale, conta 300 concessionari autorizzati dallo Stato e 3.200 imprese di gestione che, si occupano della gestione del gioco pubblico sul territorio e in cui nel complesso  operano direttamente o indirettamente circa 150mila addetti.

La filiera diretta, che include le attività riguardanti lotterie, scommesse e case da gioco nel 2019  era composta da 8.271 imprese  per  un  totale di oltre 40 mila addetti e un fatturato di 14 miliardi di euro; i  punti  vendita,  sono  circa  80mila,  tra  bar,  tabacchi.

Il settore ha subìto un duro colpo durante la pandemia per la prolungata chiusura, a cui è stato costretto, pur avendo adottato dei protocolli rigorosi che hanno dimostrato di saper funzionare bene.

Sono stimate in circa 1.600 le sale giochi e sale scommesse che non hanno ancora riaperto e che, presumibilmente, non riapriranno.

A  fronte  del  blocco  del  gioco  legale  nei  punti  vendita  fisici,  che è durato grosso modo oltre un anno, si  è registrato, come detto,  un  boom  del  gioco  illegale che, rispetto al 2019, quando il suo fatturato era stimato in circa 12 miliardi di euro è salito nel 2020 a 18 miliardi, +50%, e si prevede un ulteriore rialzo fino a superare i 20 miliardi di euro.

Le proposte che si potrebbero avanzare, dunque, sono:

  1. ripristinare un diretto collegamento tra la vendita dei biglietti di concorsi pronostici, scommesse e lotterie e la destinazione sociale e culturale dei proventi erariali, anche con previsione di un sostegno diretto a determinate campagne sociali;
  2. incrementare l’azione di contrasto del gioco clandestino, dando piena dignita` al gioco pubblico, ampliando la percezione di un chiaro disvalore sociale del gioco clandestino, i cui proventi servono solo alla malavita organizzata con il coinvolgimento dei soggetti imprenditoriali e commerciali chiamati a cooperare con le autorita` competenti e con le forze dell’ordine in modo da attuare politiche attive di emersione del gioco illegale;
  3. predisporre un quadro normativo nuovo per consentire il controllo delle nuove forme di gioco per via telematica e informatica, anche con misure concordate a livello comunitario;
  4. gestire unitariamente l’offerta dei giochi coprendo anche quella parte del gioco che attualmente e` gestito dal mercato illegale, evitando sovrapposizioni e omogeneizzando le regole, la disparita` di trattamento fiscale, di aggi e di condizioni di concessione;
  5. realizzare una decisa opera di semplificazione e riorganizzazione normativa e regolamentare con la redazione di un corpo di norme, sia di natura legislativa che regolamentare, attraverso l’emanazione di uno specifico Testo Unico.

Come si vede si tratta di proposte che dimostrano che in effetti negli ultimi venti anni poco ha fatto la politica per questo settore. Oggi, però, abbiamo una base di partenza rappresentata dall’Intesa del 07/09/2019 della Conferenza Stato Regioni Autonomie Locali e dalla istituzione della “Commissione parlamentare di inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico”, che può rappresentare un’opportunità ed una luce in fondo al tunnel.

Grazie per l’ospitalità e tanti cordiali saluti.
*Riccardo Pedrizzi, UCID – Presidente Nazionale del Comitato Tecnico Scientifico

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