lunedì, 28 Novembre, 2022
Società

Papa Francesco: “Non condannate i figli gay”

In udienza Generale Papa Francesco, nascosto in un elenco di difficoltà che un genitore possa dover affrontare nel suo ruolo di educatore, lancia un nuovo messaggio di apertura alla problematica degli omosessuali. “Mai condannare un figlio”, ha detto Bergoglio, né quando compie ragazzate o non va a scuola ma anche quando manifesta una sessualità differente rispetto alla propria. Parole chiare e incisive, destinate sicuramente a creare reazioni e polemiche nei prossimi giorni. “Penso ai genitori davanti ai problemi dei figli – ha detto il Santo Padre -. Genitori che vedono orientamenti sessuali diversi nei figli, come gestire questo e accompagnare i figli, e non nascondersi in atteggiamento condannatorio”. “Non spaventatevi”, ha aggiunto il Papa alludendo a una serie di problematiche che un padre e una madre possono incontrare, invitando a ispirarsi a San Giuseppe, il padre che per eccellenza ha saputo accettare una genitorialità diversa senza esitare.

I precedenti

Non è il suo primo gesto di accoglienza nei confronti dei gay. Già nellottobre 2020, in occasione dell’anteprima mondiale alla Festa del cinema di Roma del docufilm di Evgeny Afineevsky a lui dedicato, aveva lanciato al mondo un messaggio forte di accettazione delle persone di diverso orientamento sessuale: “Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo. Ciò che dobbiamo creare è una legge di convivenza civile. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo”.

Le reazioni del mondo arcobaleno

Per il mondo LGBTQ, però, non è ancora abbastanza: “Accogliamo con favore le parole di Papa Francesco che confermano un atteggiamento di apertura nei confronti delle persone Lgbt, molto diverso da quello dei precedenti Pontefici. Tuttavia vogliamo sottolineare che le persone Lgbt non hanno bisogno di paternalismo o commiserazione: chiedono diritti, uguaglianza, pari dignità”, commenta Gabriele Piazzoni, segretario generale dell’Arcigay. A irritarli è l’accostamento con le persone con problemi, dal momento che il Pontefice nello stesso discorso ha messo insieme, tra le cause di sofferenza per un genitore, malattie, ragazzate, detenzione, e appunto la questione dell’omosessualità. Gli attivisti vorrebbero che si spingesse fino alla depenalizzazione dell’omosessualità nel mondo e contro le cosiddette ‘terapie di conversione”. Ma il mondo non è stato creato in un solo giorno e le parole del Papa non danno adito ad equivoci.

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