venerdì, 24 Gennaio, 2020
Editoriale Società

La persona al centro dell’impresa

Nei giorni scorsi è venuto a mancare all’età di 88 anni il professore Filippo Peschiera, giuslavorista, sequestrato e gambizzato dalle Brigate Rosse nel 1978. Nonostante i terroristi fossero armati fino ai denti, Peschiera avviò con loro una sorta di dialogo per dissuaderli, ma questi, mentre si allontanavano, gli spararono alle gambe. 

La sua “colpa” – ammesso che si possa legittimamente adoperare questo termine – era quella di aver teorizzato un modello di relazioni industriali non incentrato sulla logica del conflitto ma su quella della collaborazione tra capitale e lavoratori.

Su questa straordinaria figura di intellettuale del mondo cattolico abbiamo intervistato il professore Giuseppe Ecca, docente universitario e formatore, ideatore della newsletter “Studisociali” 

Giuseppe Ecca

Quanto è attuale oggi la visione del mondo del lavoro del professore Peschiera?
“Esiste un nucleo molto significativo di aziende che attuano direttamente il modello dell’impresa partecipativa con ampio successo. Nella Marche, ad esempio, abbiamo la Loccioni che occupa cinquecento persone ed è oggetto di osservazione in tutto il mondo, tanto che ha dovuto creare una sorta di villaggio nei pressi della sede per consentire ai visitatori di vedere come funziona. Ma anche Cucinelli si muove in questo modo e la Faac, eccellenza mondiale nel campo dei cancelli automatici. Ce ne sono tante altre, ma nessuno lo sa perché i mass media non ne parlano”.

Quali sono le conseguenze dell’affermazione del modello conflittuale delle relazioni industriali?
“Siamo alle prese con il dramma del mondo del lavoro. C’è una crisi gigantesca che riguarda le persone di qualsiasi età senza lavoro. Questa precarietà estrema è angosciosa per le famiglie e per gli individui. Ma non è che le imprese stiano meglio: al netto di un successo nascosto, quasi carbonaro, di un gruppo di finanzieri, vanno male. C’è una frequenza spaventosa di morti precoci di imprese che supera di gran lunga la media degli anni’50, ’60 e ’70. Questo sistema fa male alle persone e alle imprese. Ecco perché occorre guardare alla Germania, dove il modello partecipativo, detto anche “renano”, di cui Peschiera è stato un grande studioso, è applicato su larga scala. La speranza di salvezza di questa nostra economia consiste proprio nel ritorno alla centralità della persona”.

Il professore Peschiera è stato un grande intellettuale cattolico. Oggi, però, il peso nella vita pubblica dei credenti è assai lieve…
“Peschiera, già nell’immediato dopoguerra, giovanissimo, fu, accanto al cardinale Giuseppe Siri, arcivescovo di Genova, formatore, attivista e organizzatore dell’impegno civile, sociale e politico dei cattolici, privilegiatamente nel mondo della cultura lavorista. Purtroppo il peso nei cattolici nella società e in politica è molto diminuito, ma ognuno di noi si deve sentire chiamato all’impegno. Dobbiamo essere testimoni con il cuore grande che vanno nel cuore dei problemi”.

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