mercoledì, 20 Ottobre, 2021
Dal Parlamento alla Tavola

La birra italiana non ha perso il suo fermento 

Giuseppe L’Abbate, 36 anni, laureato in Informatica, è deputato della Commissione Agricoltura di Montecitorio dal 2013, già Sottosegretario presso il Ministero delle Politiche Agricole del Governo Conte II, dal settembre 2019 al febbraio 2021, e Capo “Area Territorio” per il MoVimento 5 Stelle alla Camera. Con l’Onorevole abbiamo dato vita ad una rubrica a cadenza mensile denominata “Dal Parlamento alla Tavola” in cui illustriamo le novità legislative e le nuove opportunità messe in campo dal Mipaaf per le filiere agricole e l’intero comparto agroalimentare nazionale. 

LA BIRRA ITALIANA NON HA PERSO IL SUO FERMENTO
Dopo aver assistito ad una crescita costante negli ultimi anni, che ha visto un inarrestabile fermento a livello nazionale sia per la ricerca nelle produzioni sia per la diffusione capillare sul territorio di sempre nuove iniziative imprenditoriali, il comparto brassicolo ha subìto duramente l’impatto della pandemia. Le chiusure imposte al canale Ho.re.ca per fronteggiare l’avanzata del Covid-19, infatti, hanno fatto sì che si registrasse una netta inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti, con un calo della produzione nazionale dell’8,4%, accompagnato dalla flessione dei consumi che ha superato nel 2020 l’11% e da una diminuzione dell’export di circa il 5%. Il crollo del fatturato per i microbirrifici artigianali è stato ancor più devastante, con picchi addirittura del 90% per un prodotto altamente deperibile e dal consumo pressoché immediato.

La filiera della birra italiana, che conta circa 900 imprese e oltre 115.000 occupati dalle imprese agricole sino ai punti di consumo, si stima sia in grado di generare un valore condiviso pari a circa 9,5 miliardi di euro l’anno. Il lavoro parlamentare a sostegno di questo comparto, iniziato nella scorsa Legislatura con interventi rivoluzionari e innovativi per il settore, è continuato durante tutto quest’anno e mezzo con l’obiettivo di non disperdere l’enorme patrimonio di produzioni di qualità e di fermento imprenditoriale che si è registrato negli ultimi anni e che caratterizza il comparto nel Bel Paese con picchi d’eccellenza che nulla hanno a che invidiare a territori dalle più lunghe tradizioni.

LE NOVITÀ IN PARLAMENTO
L’interesse del Parlamento italiano per la filiera brassicola inizia nel 2013 dove si è cercato, sin da subito, di porre rimedio alle diverse questioni aperte. Tra queste, certamente la mancanza di una definizione di “birra artigianale” che era quantomeno necessaria sia per evitare sanzioni, come stava avvenendo nell’utilizzo del termine in etichetta, sia per evitare la confusione con alcuni marchi che potremmo definire maggiormente “industriali” che iniziavano a proporre dei prodotti apparentemente “artigianali” ma che, di fatto per chi conosce le caratteristiche di una vera birra artigianale, evidentemente non lo erano. Da ciò è partito il nostro impegno continuo e costante nell’accompagnare il comparto, che ha visto in prima linea la collega Chiara Gagnarli (M5S, personaggio birraio 2019), con l’obiettivo di provare ad ottenere sempre più risultati per il comparto brassicolo nazionale, lavorando allo sviluppo di una filiera italiana che potesse valorizzare le abilità dei nostri imprenditori.

Dopo la definizione di “artigianalità”, infatti, si è giunti nel 2018 alla riduzione (quasi al dimezzamento) delle accise per i piccoli produttori che, riuscendo a sgravarli di costi e oneri burocratici, ha permesso loro di concentrarsi sul lavoro quotidiano, migliorandone produttività e relativa qualità.

DECRETO FILIERE MINORI
Da un lato le iniziative parlamentari che hanno cercato di fare da volano al comparto per sostenerne l’inarrestabile fermento imprenditoriale, dall’altro un impatto del Covid-19 che ha fortemente compromesso gli sviluppi del settore. Per fronteggiare questo delicato momento, nell’ultima Legge di Bilancio abbiamo stanziato risorse finalizzate alla creazione di una vera e propria filiera brassicola italiana che possa contare su produzioni agricole di luppolo e malto nazionali. Dopo il confronto con il Tavolo di filiera, che ho personalmente iniziato a gennaio 2021 da Sottosegretario al Mipaaf, il decreto attuativo è in procinto di emanazione e tenderà a garantire la crescita e l’aumento del valore aggiunto nel prossimo futuro concentrandosi su interventi complementari a quelli già previsti dai Piani di Sviluppo Rurale delle singole Regioni, dove alcune misure già possono finanziare le esigenze indicate dagli operatori del settore. Tra queste: il sostegno alla produzione di orzo e luppolo, anche tramite contratti di filiera agganciati alla valorizzazione della trasformazione e della promozione del prodotto, affinché la filiera si strutturi e abbia poi forza di crescere in autonomia, nonché l’individuazione di prodotti fitosanitari efficaci ed a basso impatto sull’ambiente, di varietà vegetali più performanti e di soluzioni migliorative della meccanizzazione del processo produttivo. Dunque, promozione, assistenza tecnica e formazione, sia per gli agricoltori che per i tecnici i quali, a loro volta, supporteranno i produttori, dando concreta attuazione nelle imprese dei risultati della ricerca scientifica.

SOSTEGNI ANTI COVID-19
Oltre ad aver beneficiato di tutte le misure “orizzontali” per i ristori alle imprese nonché degli strumenti di sostegno al comparto agricolo, la filiera brassicola è stata inserita tra i settori che hanno sempre beneficiato dell’esonero straordinario del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali durante il corso del 2020 ed i primi mesi del 2021. Coscienti della necessità di supportare ulteriormente il settore, al Decreto Sostegni-Bis avevamo presentato un vero e proprio pacchetto di misure per il rilancio della birra artigianale italiana. Siamo soddisfatti di esser quantomeno riusciti ad ottenere l’approvazione del contributo a fondo perduto per i birrifici artigianali in misura pari a 0,23 euro a litro di birra inseriti nei registri di carico nell’anno 2020. Un sostegno, pari a circa 10 milioni di euro, che cerca di dare manforte a questo settore giovane e in continua crescita che, come detto, ha veramente patito la crisi generata dal Covid-19.

I PROSSIMI STEP
 Nell’immediato futuro cercheremo di raggiungere presto nuovi risultati, attesi da tempo dal comparto, confermando l’impegno parlamentare. Si tratta, ad esempio, di una revisione complessiva delle accise, dell’aumento del regime forfettario o delle modifiche al DPR 30 dicembre 1970, n. 1498 necessarie per aggiornare le norme alle innovazioni avvenute nel mondo della birra sul versante produttivo. 

Tutto ciò deve sottendere e mirare all’incentivazione della creazione di una filiera brassicola 100% italiana così da valorizzare ancor di più le capacità artigianali e imprenditoriali dei produttori nazionali.

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