martedì, 25 Gennaio, 2022
Economia

Urgente riforma del lavoro Uil: ammortizzatori, paghino anche le imprese

Si riaccende il dibattito su lavoro, ammortizzatori sociali e tutele.

Il licenziamento in tronco via mail dei 422 lavoratori della fabbrica di componentistica automotive Gkn di Campi Bisenzio (Firenze), riportata in primo piano le tensioni sindacali e l’urgenza di una riforma che dovrà essere fatta antro luglio.

 

In queste ore una cinquantina di lavoratori Gkn sono in fabbrica, hanno passato “una notte tranquilla” nello stabilimento.

“Sono rimasti qui”, spiega Andrea Brunetti della Fiom Cgil di Firenze. L’obiettivo dei sindacati territoriali è quello di una assemblea permanente che diventi emergenza nazionale.

 

GKN, ACCELERA LA RIFORMA

Sulla vicenda Gkn tutti i partiti sono scesi in difesa delle maestranze per il modo “inaccettabile”, in cui la società ha licenziato i dipendenti.

“Il Ministero dello sviluppo economico si sta muovendo per verificare le condizioni in cui è avvenuto l’episodio, ma si tratta di modalità che non possono essere accettate”, obietta il ministro del Lavoro, Andrea Orlando

 

LE IMPRESE PAGHINO

“Ci aspettiamo che la discussione sugli ammortizzatori sociali possa entrare nel vivo la prossima settimana”, anticipa il Segretario della Uil, PierPaolo Bombardieri, che introduce una novità, la compartecipazione economica delle imprese agli oneri economici.

“Gli ammortizzatori sociali dovranno coprire tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori”, spiega il leader sindacale, “ma l’onere non potrà essere scaricato sulla fiscalità generale: le aziende dovranno fare la loro parte, magari anche individuando un meccanismo di bonus-malus”. Tema spinoso, Confindustria non è disposta a farsi carico dei costi degli ammortizzatori sociali.

 

DOVE TROVARE I FONDI

Una parte dei soldi arriveranno dalla sospensione del cashback, per un totale di 1,5 miliardi di euro, ma sono pochi. Soldi dovrebbero arrivare da Piano nazionale di Rinascita, ma saranno dedicati alle politiche attive e percorsi di formazione.

L’obiettivo del Governo e parti sociali, è stringere sulla riforma, vararla entro luglio e renderla utilizzabile già da fine ottobre, come primo ministro vietati i puntare sul rafforzamento dei centri per l’impiego e sulla formazione permanente. La novità è nella estensione delle coperture per i lavoratori delle imprese fino a 5 dipendenti, oggi scoperti sia dalla Cig sia dai fondi bilaterali e di integrazione salariale (Fis), e per allargarle per quelle aziende fino a 15 dipendenti.

 

ASSEGNA PER 36 MESI

Alcuni settori politici e sindacali chiedono di rafforzare la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (Naspi), e l’indennità di disoccupazione.

Tra le ipotesi quella di aumentarne l’importo e di estenderne la durata per i lavoratori over-55, fino a 36 mesi. Gli interventi costerebbero un miliardo l’anno circa per ciascun intervento, come indicato da Tridico, presidente dell’Inps.

 

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