lunedì, 23 Settembre 2019
Attualità Editoriale

Impazzimento giovanile

Ultima sfida che impazza tra i giovani, potremmo dire una moda, è quella di diffondere paura te la gente di notte nelle strade buie. La moda di terrorizzare ormai è giunta quasi in tutte le regioni italiane. Vediamo di analizzare cosa accade realmente e perché.

Samara Morgan è la protagonista di un noto film horror “The Ring” di cui cerchiamo di riassumerne la storia non essendo noto a tutti: Samara, era una bambina dotata di poteri paranormali che le davano la capacità di causare sciagure a chi le stava intorno, animali e persone. I genitori adottivi, per cercare di limitare questi scabrosi episodi, l’avevano prima isolata nel fienile della loro casa per poi giungere alla decisione, da parte della madre, di ucciderla, soffocandola con una busta di plastica e gettandola in un pozzo al fine di spezzare la catena di sventure. Nell’oscurità la piccola Samara era però sopravvissuta per sette giorni prima di spirare per inedia, mentre la signora Morgan, cedendo al rimorso, si suicidò buttandosi da una scogliera.

Samara prima di morire, con il potere della sua mente, registrò il suo dolore in una videocassetta con una sequenza di immagini che chiunque le avesse guardate sarebbe rimasto vittima  di una maledizione che, per mano di Samara tornata dall’aldilà, lo avrebbe ucciso.

Ecco ad oggi il Challenge Samara, tunica bianca e capelli scuri sul volto con in mano un coltello, è basato sull’idea di suscitare terrore nei passanti da parte di stupidi ragazzi annoiati dalla loro vita vuota che trovano incoraggiamento e soddisfazione dai like sui social. Gli adolescenti sono i più predisposti perché hanno bisogno di consenso trovandosi in una fase critica della costituzione del proprio io. In loro vi è la convinzione di credere che bastino bravate per ottenere consensi ed aumentare l’autostima, senza pensare alle conseguenze di tali reati.

Comportamenti giovanili come questi fanno il paio col bullismo di gang con prevaricazioni nei confronti dei più deboli e che spesso sfociano in risse come accaduto a Caltanissetta: così  dal gioco si passa all’aggressività gratuita.

Le autorità stanno lavorando per risalire a chi abbia avviato queste azioni bestiali che, partendo dalla Sicilia, si sono estese in tutta la penisola italiana.

Speriamo solo  che  questo fenomeno irresponsabile venga sedato al più presto, senza aver prima causato danni irreparabili, e che inizino le sfide “challenge” basate su prove di intelligenza e non azioni di paura.

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