L’aereo del governo irlandese con a bordo Daniel Kinahan, presunto capo del cartello criminale omonimo, è decollato da Dubai sabato pomeriggio diretto a Dublino, dove il 49enne affronterà l’accusa di aver diretto una delle organizzazioni criminali più potenti al mondo.
Arrestato negli Emirati Arabi Uniti ad aprile, Kinahan verrà immediatamente incriminato al suo arrivo e condotto davanti alla Corte Penale Speciale, composta da tre giudici senza giuria.
L’estradizione ha mobilitato un’imponente operazione di sicurezza: la Gardaí, le Forze di Difesa irlandesi e il Servizio Penitenziario hanno predisposto un furgone blindato antiesplosione per il trasferimento del detenuto.
Kinahan è accusato di aver guidato un cartello responsabile dell’importazione di tonnellate di droga e armi e di almeno una dozzina di omicidi legati alla criminalità organizzata.
La National Crime Agency britannica (NCA) lo considera il vertice di una rete che ha guadagnato oltre 1 miliardo di euro a livello globale. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti lo ha definito “uno dei gruppi criminali più pericolosi al mondo”, imponendo sanzioni nel 2022 e offrendo una ricompensa fino a 5 milioni di dollari per informazioni sui tre leader del clan: Daniel, suo padre Christopher Senior e suo fratello Christopher Junior. Kinahan, sopravvissuto a un attentato nel 2016 durante una cerimonia di pesatura al Regency Hotel di Dublino, aveva lasciato l’Irlanda per la Spagna e poi per Dubai, dove ha tentato invano di opporsi all’estradizione.
Il suo arrivo segna la fine di una lunga caccia internazionale e l’inizio di un processo che potrebbe riscrivere la storia della criminalità irlandese. I ministri della giustizia di Irlanda ed Emirati hanno definito l’estradizione “una pietra miliare della cooperazione giudiziaria”.





