La Uil ha espresso forti perplessità sullo schema di disegno di legge di riforma del decreto legislativo 231 del 2001, approvato dal Consiglio dei ministri, chiedendo al Governo di aprire un confronto con le parti sociali prima dell’avvio dell’iter parlamentare. Pur riconoscendo la necessità di aggiornare la disciplina sulla responsabilità amministrativa degli enti, il sindacato ha criticato il metodo seguito dall’Esecutivo, lamentando l’assenza di un confronto preventivo con le organizzazioni rappresentative del lavoro. A intervenire sono state le segretarie confederali della Uil, Vera Buonomo e Ivana Veronese, secondo cui il provvedimento potrebbe produrre effetti contrari rispetto all’obiettivo di rafforzare la legalità nelle imprese.
Secondo la Uil, il testo rischia di rendere più complesso l’accertamento delle responsabilità aziendali nei casi di caporalato, dumping contrattuale, sfruttamento del lavoro e gravi violazioni delle norme sulla salute e sicurezza, in particolare lungo le filiere produttive, negli appalti e nei subappalti.
Più controlli lungo la filiera
Per Buonomo e Veronese la responsabilità organizzativa delle imprese non dovrebbe limitarsi all’attività svolta all’interno dell’azienda, ma estendersi all’intera catena produttiva. Un principio che, a loro giudizio, assume ancora maggiore rilevanza in un contesto nel quale continuano a verificarsi numerosi infortuni mortali sul lavoro e persistono fenomeni di sfruttamento della manodopera. La Uil ha sostenuto la necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione, controllo e responsabilizzazione lungo tutta la filiera degli appalti. Il sindacato ha indicato come priorità il consolidamento della legalità e della trasparenza del sistema produttivo attraverso modelli organizzativi efficaci e un sistema di vigilanza capace di coinvolgere tutti i soggetti della catena produttiva.
Tra le richieste avanzate figura anche una maggiore valorizzazione della contrattazione collettiva sottoscritta dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, considerata un elemento essenziale per garantire qualità del lavoro, sicurezza e condizioni di concorrenza leale tra le imprese.
La richiesta al Governo
La Uil ha infine rivolto un appello all’Esecutivo affinché apra un tavolo di confronto con le parti sociali prima di procedere con la riforma. L’obiettivo, hanno spiegato Buonomo e Veronese, è fare in modo che le modifiche al decreto 231 rafforzino realmente la tutela del lavoro e non determinino, neppure indirettamente, un indebolimento della responsabilità delle imprese rispetto alle violazioni commesse lungo le filiere produttive.





