Un nuovo assalto al confine di Ceuta ha riacceso le tensioni tra Spagna e Marocco e riportato alla memoria il maxi‑attraversamento del 2021, quando oltre 10.000 persone entrarono nell’enclave in pochi giorni. Giovedì, secondo la Guardia Civil, gruppi numerosi di migranti hanno sfondato le recinzioni e sopraffatto la polizia presso la diga frangiflutti di Tarajal, mentre altri hanno raggiunto il territorio spagnolo a nuoto, utilizzando gommoni e dispositivi di galleggiamento. La televisione pubblica TVE ha parlato di 2.000–3.000 persone entrate in poche ore, ma il numero non è stato confermato da Reuters. Alcuni video mostrano migranti che gridano “Viva la Spagna” mentre raggiungono la costa.
Ceuta, insieme a Melilla, rappresenta l’unico confine terrestre dell’UE con l’Africa, un punto di pressione costante per chi tenta di raggiungere l’Europa. Il governo regionale ha definito la situazione “critica”. Il leader dell’enclave, Juan Jesús Vivas, ha chiesto a Madrid di dichiarare lo stato di emergenza e di schierare l’esercito per chiudere il confine. Il Ministero della Difesa, però, ha escluso interventi immediati. Il governo socialista di Pedro Sánchez ha avviato un programma di regolarizzazione per circa 500.000 migranti irregolari, attirando un enorme afflusso di richieste. La destra accusa l’esecutivo di aver creato un “effetto calamita”. Il leader del Partito Popolare, Alberto Núñez Feijóo, ha definito la situazione “disperata”, parlando di “crisi di sicurezza nazionale”. Sul fronte legale, la recente sentenza della Corte Suprema spagnola ha stabilito che i migranti intercettati in mare non possono essere respinti sommariamente, limitando l’uso del regime speciale delle enclavi. Il Ministero dell’Interno marocchino ha dichiarato di collaborare con Madrid e di aver impedito a migliaia di persone di attraversare illegalmente, promettendo espulsioni immediate per chi entra irregolarmente.





