Il rinvio dello stop ai diesel Euro 5 arriverà sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri. Matteo Salvini annuncia un nuovo intervento del Governo sulle limitazioni alla circolazione e apre un altro fronte con Bruxelles sulle politiche ambientali: «Nel prossimo Cdm presenteremo un decreto dove all’interno c’è il rinvio di questo stop insensato», ha detto a Mattino Cinque. L’obiettivo, ha spiegato, è lasciare «tranquille per tutto il 2027» le persone coinvolte dalle restrizioni. Il dossier riguarda le limitazioni per i veicoli diesel Euro 5 previste dalla normativa sulla qualità dell’aria nel bacino padano. Le regole attuali consentono alle Regioni interessate di sostituire i blocchi con misure capaci di ottenere una riduzione equivalente delle emissioni. Il quadro, infatti, non è uniforme: alcune amministrazioni hanno già scelto soluzioni alternative, mentre in altre aree restano restrizioni previste dal primo ottobre.
Salvini lega la scelta anche al costo che la sostituzione di un’auto avrebbe per molte famiglie. Secondo il Ministro dei trasporti, il blocco rischierebbe di penalizzare chi «ha il torto di non aver abbastanza soldi per cambiare la macchina». Da qui la promessa di intervenire con un decreto già nel prossimo Cdm. La questione Euro 5 si inserisce in un confronto che va avanti da tempo. Nel 2025 il termine per le limitazioni strutturali era già slittato dal primo ottobre di quell’anno al primo ottobre 2026, con la possibilità per le Regioni di adottare misure compensative nel rispetto degli obiettivi sulla qualità dell’aria.
Bollo, l’obiettivo è allargare la platea
Ma il Ministro guarda già oltre il provvedimento approvato sul bollo auto. Per il 2027 è prevista l’esenzione sul primo veicolo fino a 80 kW, senza limiti Isee. Secondo i dati diffusi dal ministero dei Trasporti, la platea potenziale comprende oltre 24 milioni di persone. Salvini punta ora ad ampliare il perimetro della misura: «Nella prossima legge di Bilancio l’obiettivo della Lega, e conto dell’intero governo, è di salire sopra gli 80 kW per arrivare a un maggior numero di auto coinvolte», ha affermato. Il secondo traguardo è rendere definitiva l’esenzione per chi già rientra nella soglia prevista.
La partita, dunque, si sposta sulla prossima manovra. Le risorse attuali coprono il 2027 e la trasformazione dello stop in una misura strutturale richiederà nuove coperture per gli anni successivi.
Nel mirino anche il superbollo
Sul tavolo del ministero c’è anche il superbollo, l’addizionale che interessa le auto di maggiore potenza. Salvini vuole dare «un segnale nel 2027» anche a questa categoria e cita il caso di chi utilizza vetture potenti per ragioni professionali e sostiene costi elevati: «Sto lavorando anche per un intervento sul superbollo», ha spiegato. L’ipotesi allo studio punta a modificare la soglia oltre la quale scatta la sovrattassa.
Il tema dell’auto porta Salvini a riaprire anche il confronto con l’Unione europea. Il vicepremier attacca quella che definisce «l’ideologia pseudo green di Bruxelles», alla quale attribuisce costi per miliardi di euro. Il tono è netto: «A Bruxelles chiediamo di non rompere le scatole in un momento difficile alla gente che lavora, se continuano a farlo il Governo italiano si mette di traverso». Il riferimento si inserisce nel confronto sulle politiche europee per la riduzione delle emissioni e sulle conseguenze economiche della transizione per imprese e automobilisti. Sul fronte italiano, la linea indicata da Salvini resta quella di evitare nuovi vincoli alla circolazione quando siano disponibili misure alternative compatibili con gli obiettivi sulla qualità dell’aria.
Il messaggio alla Lega
Nell’intervista Salvini ha affrontato anche il dibattito interno al suo partito. «L’Italia vince se è unita, la Lega vince se è unita», ha detto, con un richiamo ai militanti, ai 540 sindaci e ai governatori del Carroccio. Il Segretario assicura di voler raccogliere «tutti gli stimoli e suggerimenti» e ampliare il coinvolgimento, ma esclude l’idea di «partiti nei partiti». Il messaggio arriva in una fase nella quale, secondo Salvini, le questioni internazionali impongono altre priorità: «Non possiamo perdere tempo su beghe politiche e alchimie».





