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L’Iran prova a salvare la tregua: “Un errore” gli attacchi alle navi. Trump: “Se mi uccidono, li spazzeremo via”

L’Iran prova a salvare la tregua: “Un errore” gli attacchi alle navi. Trump: “Se mi uccidono, li spazzeremo via”

sabato, 11 Luglio 2026
1 minuto di lettura

Teheran avrebbe riconosciuto in colloqui riservati con Washington di avere commesso un errore attaccando il 7 luglio le navi saudite e qatariote nello Stretto di Hormuz, provocando la ripresa dei bombardamenti americani sull’Iran e la successiva risposta di Teheran contro installazioni militari statunitensi nel Golfo.

L’ammissione, non confermata pubblicamente da Teheran, sarebbe arrivata durante contatti con l’amministrazione americana. “Siamo tornati al tavolo e ci hanno detto: abbiamo sbagliato, abbiamo commesso un errore, continuiamo a parlare”, ha riferito alla Cbs un alto funzionario statunitense.

Emissari iraniani hanno attribuito le operazioni a una fazione di estremisti “fuori controllo”, intenzionata a sabotare il dialogo con gli Stati Uniti. Le trattative proseguono: il ministro degli Esteri Abbas Araghchi è arrivato oggi in Oman, mentre un nuovo incontro tecnico è previsto domani in Pakistan.

Washington chiede ora una dichiarazione pubblica con cui la Repubblica islamica riconosca lo Stretto aperto alla navigazione e si impegni a non colpire più il traffico mercantile. Secondo il Wall Street Journal, il pronunciamento iraniano potrebbe arrivare nelle prossime ore.

Araghchi a Muscat, incontro tecnico

Teheran continua tuttavia ad accusare gli Stati Uniti di avere violato il memorandum del 17 giugno. Il rappresentante iraniano all’Onu Saeed Iravani ha ribadito che il Paese rispetterà l’intesa solo se Washington farà altrettanto. Il presidente Masoud Pezeshkian ha invitato tutte le parti a evitare iniziative che possano “minare la fiducia e complicare il processo diplomatico”.

Araghchi è arrivato intanto a Muscat per discutere con le autorità omanite della crisi regionale e della sicurezza nello Stretto di Hormuz. Secondo Al Arabiya, domani le squadre tecniche di Stati Uniti e Iran dovrebbero incontrarsi in Pakistan per affrontare il dossier nucleare, le sanzioni e i fondi iraniani congelati all’estero.

La Casa Bianca resta però pessimista sulla possibilità di un’intesa. Washington pretende che l’Iran consegni le proprie scorte di uranio altamente arricchito: senza il trasferimento del materiale nucleare, hanno avvertito funzionari americani, non ci sarà alcun accordo.

La minaccia di Trump

Sul negoziato pesa anche l’allarme per un presunto piano iraniano contro Donald Trump. Il Presidente ha scritto su Truth Social che mille missili americani sono “pronti al lancio” e puntati contro l’Iran in caso di tentativo di assassinarlo.

“Ho dato l’ordine”, ha affermato Trump, assicurando che le disposizioni resteranno valide per un anno e potranno essere prorogate. Se Teheran metterà in atto la minaccia, ha aggiunto, le forze americane sono pronte a “spazzare via e distruggere completamente” obiettivi in tutto il Paese.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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