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Donald Trump, Presidente USA

Trump chiude la tregua ma tiene aperti i negoziati con l’Iran, rallenta il traffico nello Stretto di Hormuz

Presidente Usa: “I colloqui continuano, ma il cessate il fuoco è finito”. Teheran minaccia ritorsioni, Washington frena Israele. Possibile un nuovo round in Svizzera la prossima settimana
sabato, 11 Luglio 2026
2 minuti di lettura

Gli Stati Uniti continueranno a negoziare con l’Iran, ma considerano terminato il cessate il fuoco. Lo ha annunciato Donald Trump, spiegando che Teheran ha chiesto di proseguire il confronto e che Washington ha accettato, precisando però “senza mezzi termini” che la tregua non è più in vigore. Secondo Axios, un nuovo round potrebbe tenersi già la prossima settimana, probabilmente in Svizzera. Nonostante gli attacchi degli ultimi giorni, sarebbero ancora in corso anche colloqui tecnici sul programma nucleare iraniano.

Secondo la Cnn, la strategia americana consiste nel colpire, sospendere temporaneamente le operazioni e lasciare spazio alla diplomazia, cercando di contenere l’escalation senza rinunciare alla pressione militare. Qatar ed Egitto hanno invitato entrambe le parti a “dare priorità al linguaggio della diplomazia e del dialogo”. Doha mantiene contatti diretti con Washington e Teheran, nel tentativo di evitare una ripresa su larga scala della guerra, ma non è chiaro se la mediazione possa produrre risultati immediati.

Washington frena Netanyahu

La Casa Bianca non vuole, almeno per ora, che Israele partecipi direttamente ai nuovi attacchi contro l’Iran. Secondo fonti citate dalla Cnn, l’amministrazione Trump teme che l’intervento israeliano renda più difficile controllare il conflitto. Il premier Benjamin Netanyahu sarebbe invece favorevole a riprendere i raid e attenderebbe il via libera americano. Nella notte sono state segnalate nuove esplosioni in diverse aree dell’Iran.

Funzionari statunitensi hanno escluso la responsabilità delle forze americane; resta aperta, ma non confermata, l’ipotesi di un’operazione israeliana. Teheran ha avvertito che qualsiasi nuovo attacco alle infrastrutture del Paese provocherà una rappresaglia e che Israele “non sarà risparmiato”. L’Aiea sta intanto monitorando la centrale nucleare di Bushehr dopo le notizie di attacchi nella zona. Il direttore generale Rafael Grossi non ha confermato danni all’impianto, ma ha ribadito che colpire una centrale nucleare sarebbe “inaccettabile”.

Ad accrescere la tensione è un’informativa israeliana, riferita dal Wall Street Journal, su un presunto nuovo piano iraniano per assassinare Trump. Il Presidente ha dichiarato di essere da anni “il numero uno” nella lista degli obiettivi di Teheran e di avere lasciato istruzioni affinché, in caso di attentato riuscito, l’Iran venga bombardato “con una potenza mai vista”. Secondo la Cnn, tuttavia, una parte dell’intelligence americana dubita dell’attendibilità dell’allarme e teme che la rivelazione possa servire a condizionare le decisioni della Casa Bianca.

Traffico ridotto nello Stretto

Il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz non si è fermato, ma procede a ritmo fortemente ridotto. Secondo i dati delle società di monitoraggio Kpler e Lseg, negli ultimi giorni almeno cinque metaniere vuote hanno attraversato il passaggio strategico: la GasLog Shanghai e quattro unità collegate a QatarEnergy, Al Samriya, Al Dafna, Al Gattara e Al Rayyan. Tra il 7 e il 9 luglio hanno inoltre lasciato il Golfo Persico 22 navi legate al Giappone, comprese sei superpetroliere. Nell’area ne restano soltanto quattro.

Il rallentamento del transito continua a pesare sui mercati energetici: il Brent è salito a 76,5 dollari al barile e il Wti a 72,3, con un aumento settimanale compreso tra il 4 e il 5%. Il ministro francese dell’Economia Roland Lescure ha definito Hormuz “il nodo economico dell’economia globale”, sottolineando che, pur essendo meno esposta dell’Asia, anche l’Unione europea ha risentito dell’aumento dei prezzi dell’energia e ha bisogno di una de-escalation per sostenere la ripresa.

Khamenei sepolto a Mashhad

Intanto, Ali Khamenei è stato sepolto a Mashhad, al termine di sei giorni di cerimonie funebri in Iran e Iraq. Nelle immagini diffuse dalla televisione di Stato non appariva il figlio e successore Mojtaba Khamenei. Secondo Press Tv e l’agenzia Fars, alle esequie avrebbero partecipato tra 41 e 43 milioni di persone nelle cinque città di Teheran, Qom, Najaf, Karbala e Mashhad. La cifra, basata secondo le autorità iraniane su dati dei trasporti, segnali telefonici e stime della densità delle folle, non è verificabile in modo indipendente. Il comandante dei Pasdaran Ahmad Vahidi ha promesso vendetta contro Stati Uniti e Israele, definendo la punizione dei responsabili una richiesta “definitiva, legittima e indimenticabile”.

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