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Ucraina, Parigi prepara una forza multinazionale. Raid sulle raffinerie russe: produzione di benzina al 65%

Mosca ammette carenze di carburante dopo gli attacchi di Kiev contro impianti petroliferi e 18 navi. Lunedì vertice dei Volenterosi sulle garanzie di sicurezza; dagli Usa in arrivo nuovi intercettori Patriot
sabato, 11 Luglio 2026
2 minuti di lettura

Lunedì 13 luglio si riunirà a Parigi la Coalizione dei Volenterosi per definire il sostegno militare all’Ucraina e le garanzie di sicurezza da attivare dopo un eventuale cessate il fuoco. Secondo l’Eliseo, i 37 Paesi aderenti sono ormai “in condizioni operative”. Il piano comprende finanziamenti, addestramento e forniture alle forze armate ucraine, oltre a una forza multinazionale a guida franco-britannica con componenti terrestri, aeree e marittime. Alla riunione sono attesi Volodymyr Zelensky, il segretario generale della Nato Mark Rutte, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e 27 capi di Stato e di governo.

L’Italia sarà rappresentata dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. La Commissione ha confermato che intercettori e altre capacità strategiche sono già compresi nel programma Safe, che concede prestiti agli Stati membri per ampliare l’industria della difesa. Bruxelles lavora inoltre al ventunesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca e al rafforzamento delle misure contro la “flotta fantasma” utilizzata dalla Russia per esportare petrolio aggirando le restrizioni. Zelensky ha intanto annunciato l’arrivo “nei prossimi giorni” dagli Stati Uniti di nuovi missili Pac-3 per i sistemi Patriot, con ulteriori forniture promesse dai partner europei.

Raid sul petrolio russo

L’Ucraina ha intensificato gli attacchi contro raffinerie, depositi, terminali e navi impiegate nella logistica russa, mentre Mosca ha ammesso che i raid stanno provocando carenze di carburante. Secondo fonti del settore citate da Reuters, la produzione di benzina è scesa a circa il 65% della domanda stagionale: il deficit è compreso tra 40 mila e 45 mila tonnellate al giorno, pari al 35% del fabbisogno, contro il 25% registrato a giugno.

In alcune località del sud della Russia si sono formate lunghe code ai distributori e sono intervenuti anche i cosacchi per mantenere l’ordine. Il vicepremier Alexander Novak ha riconosciuto che diverse raffinerie sono fuori servizio, assicurando che il governo sta cercando di rafforzarne la protezione e di sfruttare al massimo gli impianti ancora operativi. Tra i siti fermati o danneggiati figurano Norsi, Omsk e Saratov, alcuni dei principali produttori di benzina del Paese.

Lo Stato maggiore ucraino ha rivendicato ieri nuovi attacchi contro la raffineria di Ilsky, nella regione di Krasnodar, il complesso Novatek di Ust-Luga, nella regione di Leningrado, il terminale petrolifero di Taganrog e il deposito di Azov. Kiev ha inoltre annunciato di avere colpito 18 unità navali russe: 13 petroliere, tre cargo, un traghetto e una nave ausiliaria, utilizzate secondo l’esercito per trasportare carburante, materiali e rifornimenti militari.

“Nessuna raffineria fuori portata”

Zelensky ha affermato che i droni ucraini hanno raggiunto anche la raffineria di Omsk, a quasi 2.500 chilometri dal confine. “Ora nessuna raffineria di petrolio russa è fuori dalla portata delle nostre armi”, ha dichiarato. Il comandante in capo Oleksandr Syrskyi ha riferito che dall’inizio dell’anno Kiev ha colpito 697 obiettivi in territorio russo, causando perdite economiche dirette e indirette superiori a 6,1 miliardi di dollari. Il Cremlino ha accusato Kiev di ostacolare i negoziati. Il portavoce Dmitry Peskov ha chiesto agli Stati Uniti se siano pronti a fare pressione sull’Ucraina per fermare gli attacchi e ha ribadito che Mosca proseguirà le operazioni militari finché, a suo dire, non vi sarà una disponibilità ucraina al dialogo.

Nuove vittime sul fronte

I bombardamenti russi sono proseguiti anche sul territorio ucraino. Nella regione di Donetsk almeno sei persone sono morte negli attacchi su Kramatorsk e Shabelkivka; tra le vittime c’è un ragazzo di 14 anni. Un’altra persona è stata uccisa e quattro sono rimaste ferite a Zaporizhzhia, mentre due civili sono morti quando un drone ha colpito un’auto nel distretto di Kharkiv. Secondo l’esercito ucraino, le forze russe non sono riuscite a consolidare le proprie posizioni a Kupyansk né a creare una testa di ponte a Lyman, passaggio strategico per avanzare verso l’area urbana di Sloviansk e Kramatorsk. Syrskyi ha sostenuto che l’offensiva russa è rallentata nella prima metà dell’anno, ma ha avvertito che Kiev resta ancora “lontana da una svolta” nella guerra.

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