I dati Istat confermano che, se da un lato l’economia italiana mostra nel complesso una buona capacità di tenuta, dall’altro i consumi delle famiglie continuano a muoversi in un quadro di crescita debole e disomogenea. Ad aprile, infatti, le vendite al dettaglio hanno registrato un aumento dell’1,6% in valore rispetto allo stesso mese dello scorso anno, ma i volumi restano in territorio negativo, segnando una flessione dello 0,3%. Particolarmente preoccupante è l’andamento del comparto alimentare, che registra un calo dei volumi del 2,2% rispetto al 2025. Un dato che evidenzia come la pressione sui bilanci familiari non sia ancora stata superata e continui a incidere sulle scelte di spesa delle famiglie italiane.
Si rafforza l’E-commerce
A trainare il mercato resta invece l’e-commerce, unica tipologia distributiva in forte crescita: ad aprile le vendite online sono aumentate dell’8,7% in volume rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e del 9% nel primo quadrimestre del 2026. È quanto sottolinea Confesercenti, commentando anche le prospettive economiche delineate dall’Istat per il biennio 2026-2027. La crescita del Pil prevista allo 0,7% testimonia infatti la resilienza dell’economia italiana in un contesto internazionale particolarmente complesso.
Famiglie giù i consumi
Tuttavia, lo stesso istituto di statistica segnala un rallentamento dei consumi delle famiglie, attesi in aumento di appena lo 0,6% nel corso dell’anno, frenati dall’attenuazione della crescita delle retribuzioni reali e dal riaccendersi delle tensioni inflazionistiche.
Pesano incertezze e rincari
Si tratta di elementi che rafforzano l’immagine di un quadro economico ancora fragile e contraddittorio, aggravato dalle persistenti tensioni internazionali. A pesare sono soprattutto le incertezze legate all’aumento dei costi energetici, alle possibili ripercussioni sui tassi di interesse e al rischio di un ulteriore deterioramento dello scenario globale.
Tutelare il potere di acquisto
In questo contesto, secondo Confesercenti, diventa fondamentale intervenire per rafforzare il potere d’acquisto delle famiglie e sostenere consumi che restano ancora troppo deboli. Allo stesso tempo, occorre mettere in campo misure efficaci a favore delle imprese, in particolare di quelle di prossimità. La progressiva delocalizzazione dei consumi verso altri canali distributivi conferma infatti l’impoverimento e la rarefazione della rete commerciale di vicinato, che rappresenta un presidio economico e sociale essenziale per i territori. In una fase caratterizzata da forte incertezza, garantire condizioni di equilibrio e di leale concorrenza tra le diverse forme distributive diventa una priorità per salvaguardare la tenuta dell’intero sistema economico.





