Si aggrava il bilancio del terremoto che nella notte ha colpito il Venezuela con due violente scosse di magnitudo 7.2 e 7.5, registrate dal servizio geologico statunitense Usgs. Secondo l’ultimo bollettino ufficiale diffuso dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez, le vittime sono salite a 164, mentre sono almeno 971 le persone rimaste ferite. I due eventi sismici sono avvenuti a ovest di Caracas, in posizioni e profondità diverse. Le autorità temono che il numero dei morti possa aumentare ulteriormente, soprattutto nello stato di La Guaira, dichiarato zona disastrata e definito da Rodríguez “una vera tragedia”.
“Lo stato più colpito da questo fenomeno sismico senza precedenti è La Guaira. Ci sono decine di edifici crollati e siamo impegnati in arduissime operazioni di soccorso per salvare quante più vite possibile”, ha dichiarato Rodríguez durante la prima riunione dello Stato Maggiore di Emergenza.
Scene drammatiche
Le scene di distruzione nella capitale e nelle aree circostanti sono drammatiche. Numerosi edifici sono crollati e la situazione viene descritta come “apocalittica”. Almeno trenta stabili sarebbero venuti giù completamente, mentre diversi incendi, provocati da fughe di gas, stanno rendendo ancora più complesse le operazioni di soccorso. Gravi danni sono stati segnalati anche all’aeroporto internazionale di Maiquetía, vicino a Caracas, che è stato chiuso. Le autorità hanno motivato la decisione con i danni subiti dalla struttura, mentre proseguono le verifiche sulle infrastrutture strategiche e sugli edifici pubblici.
Nelle prossime ore sono attese in Venezuela squadre di soccorso provenienti da almeno cinque Paesi, chiamate a supportare le ricerche tra le macerie e l’assistenza alla popolazione colpita.
Non ci sarebbero italiani
Secondo quanto riferito dall’Ambasciatore italiano in Venezuela, Giovanni Umberto De Vito, in collegamento con RaiNews24, “al momento non risultano vittime italiane”. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso solidarietà alla presidente Rodríguez, assicurando che l’Unità di Crisi della Farnesina, l’ambasciata d’Italia e il consolato generale a Caracas sono pienamente operativi per verificare le condizioni dei connazionali e prestare ogni necessaria assistenza. “La nostra ambasciata a Caracas, per ora, non ha notizie di italiani vittime del terremoto. Però la comunità italo-venezuelana conta circa 120mila persone, quindi può essere che qualcuno sia rimasto intrappolato sotto le macerie”, ha dichiarato Tajani al Tg2. Il ministro ha aggiunto di aver parlato nella notte con Rodríguez e con il ministro degli Esteri venezuelano per esprimere la vicinanza dell’Italia e coordinare eventuali interventi di assistenza.
Tajani ha inoltre annunciato che l’Italia è pronta a fornire supporto e a chiedere all’Unione Europea l’attivazione del meccanismo di protezione civile per coordinare e finanziare gli interventi di emergenza.
Solidarietà e vicinanza
Anche Giorgia Meloni ha espresso, a nome del Governo, solidarietà e vicinanza alle autorità venezuelane e alla popolazione colpita. Palazzo Chigi ha fatto sapere che la Presidenza del Consiglio è in contatto costante con il ministero degli Esteri e la Protezione Civile per attivare ogni canale di aiuto umanitario e di assistenza ai cittadini italiani. Dagli Stati Uniti è arrivata la disponibilità del presidente Donald Trump, che ha dichiarato che Washington è “pronta, disponibile e in grado di aiutare” il Venezuela. Trump ha aggiunto di aver dato disposizioni alle agenzie federali affinché si preparino a intervenire rapidamente.
Secondo alcuni esperti, il terremoto che ha colpito il Venezuela sarebbe il più forte registrato nella zona settentrionale del Paese negli ultimi 126 anni. Le operazioni di ricerca e soccorso proseguono senza sosta, mentre le autorità continuano ad aggiornare il bilancio delle vittime e dei feriti.





