In un mondo segnato da rivalità geopolitiche e tensioni crescenti, l’FBI sta sperimentando una strategia che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata impensabile: collaborare con Cina e Russia. Il direttore dell’FBI Kash Patel ha confermato che, nell’ultimo anno, l’agenzia ha avviato gruppi di lavoro con Pechino e Mosca per affrontare crimini transnazionali come traffico di fentanyl, frodi informatiche e sfruttamento sessuale dei minori. Secondo Patel, queste partnership includono scambi di personale, con funzionari cinesi in visita negli Stati Uniti e agenti dell’FBI inviati in Cina per lavorare su casi congiunti. In alcuni casi, le due forze dell’ordine hanno condotto raid coordinati, arresti simultanei e operazioni di intelligence condivisa.
Patel è rientrato da un viaggio a Pechino a fine luglio, mentre una visita in Russia è prevista per ottobre. In un’intervista esclusiva a Reuters, Patel ha definito Cina e Russia “partner non tradizionali”, sottolineando che la cooperazione è selettiva e limitata a quattro aree: frode informatica; crimini violenti contro i minori; lotta al narcotraffico; cattura dei latitanti. La cooperazione è nata dopo la visita del presidente Donald Trump in Cina nel 2025 e si è intensificata con due viaggi di Patel a Pechino.
Uno dei risultati più significativi è stata Operazione Sand Dollar, condotta a maggio da FBI, Ministero della Pubblica Sicurezza cinese e polizia di Dubai: 300 arresti, 300 milioni di dollari sequestrati, migliaia di vittime di tratta liberate. In almeno un caso, un sospettato cinese accusato di crimini violenti è stato rimpatriato negli Stati Uniti. La Cina ha accolto positivamente la cooperazione. Patel ha ribadito che queste partnership non sostituiscono alleati storici come il gruppo Five Eyes: “Resterà la nostra relazione di intelligence più importante.”





