0

Meloni archivia il caso Trump: “Colpita dagli attacchi, ma con Washington si torna alla normalità”

Dopo gli attacchi il Premier esclude contraccolpi e difende il segnale di Tajani “e il governo sarà presente a Villa Taverna”
mercoledì, 24 Giugno 2026
3 minuti di lettura

Giorgia Meloni prova a chiudere il caso Trump e lo fa senza cambiare la linea sui rapporti con Washington. Nell’intervista rilasciata ieri a Maurizio Belpietro per ‘Il giorno de La Verità’ il Premier riconosce di essere rimasta “sinceramente colpita” dagli attacchi arrivati negli ultimi giorni, ma evita di trasformare la polemica in un passaggio di rotta politica. Ha letto le ricostruzioni, spiega, ma non intende stabilire quali siano vere né alimentare ancora il confronto. Il punto, per il Premier, è riportare il lavoro bilaterale con gli Stati Uniti alla normalità.

La frase con cui prova a segnare il confine è destinata a restare la sintesi dell’intervento: “La politica estera non è Temptation Island”. Il Presidente del Consiglio la usa per sottrarre i rapporti internazionali alla logica delle reazioni social, dei meme e della polemica breve. La cooperazione tra Roma e Washington, dice in sostanza, non può dipendere da un episodio e non può essere misurata sulle schermaglie del momento. Da qui la scelta di confermare il terreno della continuità: il rapporto tra Stati Uniti ed Europa resta un pilastro della politica estera italiana e l’Italia non ha interesse ad aprire una fase di gelo con l’amministrazione americana.

Il segnale dato da Antonio Tajani, con la cancellazione della missione negli Stati Uniti, viene difeso dal Primo Ministro. Serviva, secondo Meloni, a marcare una posizione nell’immediato. Ma una volta passato il messaggio, il governo non vede ragioni per spingersi oltre. Per questo l’esecutivo sarà presente il 2 luglio a Villa Taverna alla celebrazione dell’Indipendenza americana. Una partecipazione che la premier collega anche al rispetto per l’ambasciatore Fertitta, impegnato a tenere saldo il rapporto tra i due Paesi.

Linea dell’equilibrio

La linea, dunque, resta quella dell’equilibrio. Meloni esclude contraccolpi nei rapporti con gli Usa e assicura che le relazioni funzionano sia sul piano istituzionale sia su quello economico. Non c’è, nella sua lettura, una crisi diplomatica da aprire né una frattura da ricomporre. C’è piuttosto una polemica da lasciarsi alle spalle, senza rinunciare alla difesa del ruolo italiano e senza intaccare l’asse transatlantico che Roma considera centrale da ottant’anni. L’intervista diventa anche l’occasione per rispondere alle critiche interne. A Matteo Renzi, che l’ha definita ‘Lady Tax’, Meloni replica con la rivendicazione di una riduzione del carico fiscale. L’aumento, osserva, ha riguardato banche e società energetiche, alle quali il governo ha chiesto un contributo in una fase di necessità. Il resto, sostiene, va in direzione opposta rispetto all’accusa: l’esecutivo non avrebbe aumentato le tasse, ma le starebbe abbassando. La premier ringrazia gli istituti per la disponibilità e respinge l’idea di una manovra costruita sulle imposte.

Il terreno più politico resta però quello dell’immigrazione. Meloni difende i centri in Albania e ribalta la critica sui costi. I circa 50 milioni spesi per provare a fermare l’immigrazione illegale, afferma, non possono essere messi sullo stesso piano dei 10 miliardi l’anno che, secondo la premier, gravavano in passato sugli italiani per l’accoglienza. Il confronto serve a ribadire la cornice scelta dal governo: ridurre le partenze, rafforzare i rimpatri, spostare il baricentro delle politiche europee. Anche il nuovo regolamento Ue sui rimpatri viene letto da Meloni come il frutto di un cambio di maggioranza in Europa e come il segnale di una stagione diversa nella gestione dei flussi.

Nucleare e politica estera

Sul fronte interno Meloni rilancia il nucleare. Si dice determinata e punta al via libera alla legge delega prima della pausa estiva. L’obiettivo indicato è ridurre il costo dell’energia e permettere alle imprese italiane di competere con quelle dei Paesi che già dispongono di fonti più stabili. Il tema rientra nella stessa logica usata per altri dossier: sicurezza economica, autonomia strategica e capacità produttiva. La parte internazionale dell’intervista si concentra poi sul Medio Oriente. Sull’eventuale intesa tra Iran e Stati Uniti, Meloni parla di un accordo complesso ma possibile, a patto che ciascuno faccia la propria parte. Il punto fermo, per Roma, resta il no all’arma nucleare nelle mani di Teheran. Nessun Paese della regione, sottolinea, deve sentirsi minacciato: vale per Israele e per gli Stati del Golfo. Alla sicurezza regionale si lega anche la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Meloni esclude ogni ipotesi di pedaggio, perché diventerebbe uno strumento di pressione. Il Libano resta invece un fronte centrale per l’Italia nel Mediterraneo, dove Roma rivendica una presenza consolidata e un lavoro in prima linea.

Sempre sul terreno industriale il messaggio inviato ieri all’assemblea di Farmindustria aggiunge un altro tassello alla linea del governo. Meloni ha definito la farmaceutica “un settore strategico” per salute, crescita e sicurezza nazionale e ha rivendicato il primato europeo del comparto italiano per produttività e competitività. La premier ha indicato nel Testo unico della legislazione farmaceutica una riforma attesa da decenni, utile a semplificare le regole, accelerare l’accesso all’innovazione e rendere l’Italia più attrattiva per gli investimenti. Farmindustria, con il presidente Marcello Cattani, ha chiesto scelte rapide per intercettare una quota dei nuovi investimenti mondiali in ricerca e produzione. Una linea che unisce diplomazia, energia, industria e sanità dentro la stessa idea di interesse nazionale e ruolo europeo.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“Uguali per Costituzione”. Ma con tante difficoltà

Non spera e nemmeno auspica, Ernesto Maria Ruffini ha fede. Da servitore…

“Trump. La rivincita”. Storia di una resurrezione politica

Mass media, esperti di sondaggi, intellettuali, politologi erano tutti…