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Meloni: “L’Europa sia più forte nella Nato”

Al vertice E5 di Berlino con Merz, Macron, Tusk e Starmeril Premier chiede più responsabilità europea su difesa, industria e sicurezza. Sul caso Rutte la Difesa precisa: “Solo voli tecnici dalle basi in Italia”
giovedì, 25 Giugno 2026
3 minuti di lettura

L’Europa deve assumersi fino in fondo le proprie responsabilità in materia di sicurezza e difesa, dentro un’Alleanza Atlantica più equilibrata e con una componente europea più solida. Giorgia Meloni lo ha detto ieri al termine della riunione dei leader del formato E5, alla Cancelleria federale di Berlino, in vista dei prossimi appuntamenti Nato. Presenti quindi anche Merz per la Germania, Macron per la Francia, Tusk per la Polonia e Starmerper il Regno Unito. Il Presidente del Consiglio ha indicato la strada di una difesa europea più forte, ma non alternativa alla colonna americana. Il punto, per il Primo Ministro, resta la complementarietà con gli Stati Uniti, insieme alla capacità del continente di rafforzare la propria base industriale, usare le competenze già disponibili e aumentare il peso strategico dell’Europa dentro la Nato.

Donald Tusk Primo Ministro Polonia, Emmanuel Macron Presidente Francia, Friedrich Merz, Cancelliere della Repubblica Federale di Germania, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Keir Starmer Primo Ministro Inglese

Il Premier ha richiamato gli impegni assunti dagli Stati membri dell’Alleanza l’anno scorso all’Aja e ha precisato che non riguardano soltanto la difesa in senso classico. Il concetto, ha spiegato, è più ampio e include la resilienza strategica. Significa proteggere le infrastrutture critiche, assicurare gli approvvigionamenti energetici, difendere i dati di famiglie e imprese dagli attacchi cyber, rafforzare la risposta alle emergenze e presidiare i confini.

Approccio multidimensionale alla sicurezza

Da qui la necessità di un approccio multidimensionale alla sicurezza, con attenzione a tutti i fronti: “Ci aspettano decisioni e appuntamenti importanti e l’Italia come sempre farà la propria parte”, ha assicurato Meloni, collegando il vertice E5 al percorso che porterà al summit Nato di luglio ad Ankara. Sull’Ucraina la linea italiana non cambia. Il Primo Ministro ha ribadito l’impegno per una pace giusta e duratura, ma ha legato ogni soluzione alla necessità di garanzie di sicurezza efficaci per Kiev. Per Meloni, nulla può avanzare senza il sostegno alla nazione aggredita fino a quando non sarà possibile raggiungere un accordo stabile.

L’Italia, ha ricordato il Premier, resta impegnata soprattutto sul fronte delle infrastrutture critiche e della resilienza energetica. Un tema che Volodymyr Zelensky ha posto anche nei giorni scorsi durante il G7 e il Consiglio europeo, e che Roma considera decisivo per la tenuta del Paese.

Il passaggio sul Medio Oriente ha seguito una linea di prudenza. Meloni ha definito la firma del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran un segnale positivo, ma ha sottolineato la fragilità del contesto. Per il Presidente del Consiglio occorre consolidare il quadro, con attenzione al dossier nucleare, alla stabilità regionale e alla sicurezza delle rotte marittime internazionali. In questo scenario resta centrale lo Stretto di Hormuz, indicato da Meloni come una priorità strategica per tutti. La libertà di navigazione, ha detto, deve essere tutelata. L’Italia ha già offerto la propria disponibilità a dare una mano, ferma restando la necessità delle autorizzazioni previste in caso di coinvolgimento operativo.

Il caso Rutte

A margine del dossier Nato resta però aperto il caso nato dalle parole di Mark Rutte a Fox News. Il Segretario generale dell’Alleanza, nel tentativo di difendere il contributo europeo alle operazioni americane in Medio Oriente, ha affermato che “500 aerei americani” sono decollati dalle basi Usa in Italia per sostenere l’operazione ‘Epic Fury’. Il passaggio ha provocato la reazione delle opposizioni, che hanno chiesto a Meloni di chiarire in Parlamento se il territorio italiano sia stato usato a supporto dell’azione militare americana contro l’Iran. Il ministero della Difesa ha respinto questa lettura e ha parlato di un messaggio “fallace”. Il dicastero guidato da Guido Crosetto ha ribadito che l’Italia ha sempre agito nel rispetto della Costituzione, dei trattati internazionali, degli indirizzi parlamentari e degli accordi sulle basi alleate.

Secondo la Difesa sono state autorizzate solo attività tecniche e logistiche, non missioni cinetiche. Quando le richieste hanno superato questo perimetro, l’Italia non ha concesso il via libera. Anche la Portavoce della Nato Allison Hart ha poi precisato che Rutte si riferiva al supporto logistico o tecnico legato agli accordi bilaterali su basi e sorvoli.

Le opposizioni, da Pd a M5S, da Avs a Italia Viva, hanno parlato di una vicenda grave e hanno chiesto un passaggio parlamentare. La maggioranza ha respinto le accuse, sostenendo che dalle basi italiane non sono partiti attacchi verso l’Iran e che il Governo ha già riferito alle Camere il perimetro delle autorizzazioni concesse.

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