Maria Bellonci (1902/1986) & Guido Alberti (1909/1996) non avrebbero mai immaginato che i loro ‘capolavori letterari’ nati nel salotto letterario denominato gli “Amici della domenica” al termine della seconda guerra mondiale, fossero, anche per un solo attimo, annebbiati dagli effetti dell’alcol (metaforicamente parlando) del Premio Strega. Il nome è collegato, infatti, alla bevanda alcolica beneventana molto rinomata che sfiora i 40 gradi, da cui prende proprio la denominazione il Premio sin dalla prima edizione nel lontano 1947 a seguito dell’impegno della fondazione Maria e Goffredo Bellonci col sostegno di Strega Alberti Benevento, a cui, nel tempo si sono aggiunti la SIAE, la Rai e numerosi partner ufficiali. È così anche il Premio ha avuto evoluzioni di partecipazioni sia di persone e sia di confini territoriali.
La critica, il sale della democrazia?
Nella recente itinerante maratona culturale per l’Italia, come capita nei migliori salotti, una frase di troppo avrebbe creato una spaccatura culturale – per fortuna subito rientrata – perché era andata oltre le diverse opinioni uomo/donna sui pregressi premi letterari. Qualche colorazione con aggettivazioni in libertà, avevano ancora una volta scomodato – come facilmente accade quando non si hanno prontamente sufficienti elementi di giudizi appropriati – la ‘pari dignità sociale’, di cui la Costituzione, sin dalla sua nascita, nel lontano 1946, ha inteso consacrare proprio nei “Principi Fondamentali”, all’articolo 3 che così recita:
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
La sestina finalista e lo Strega Tour
Il 3 giugno scorso presso il Tetro Romano di Benevento, città che diede i natali alla rinomata bevanda alcolica “Strega di Benevento” è stata annunciata che questa 80esima edizione, al pari degli anni della nostra Costituzione, avrà la sua serata finale in Piazza del Campidoglio a Roma. I sei libri finalisti sono: 1) Michele Mari ‘I convitati di pietra’ che si è già guadagnato 280 voti; 2) Matteo Nucci ‘Platone. Una storia d’amore’ – voti 242; 3) Bianca Pitzorno ‘La sonnambula’ – voti 195; 4) Teresa Ciabatti ‘Donnaregina’ – voti 184; 5) Alcide Pierantozzi ‘Lo sbilico’ – voti 170; 6) Elena Rai ‘Vedove di Camus’ – voti 163.
Il lungo viaggio del Premio Strega 2026
Erano ben 460 fino all’anno scorso, tra scrittori, critici, giornalisti, traduttori, editori e figure del mondo culturale, le persone facenti parte degli “Amici della domenica” , il Gruppo storico del famoso “salotto dei Bellonci” nel cui ambito nasce l’idea del Premio Strega. Oggi la platea dei votanti ha raggiunto 800 aventi diritto, di cui 245 votanti dall’estero; 65 forti lettori che, però , risulta mutano di anno in anno. A questi si aggiungono 30 voti collettivi da biblioteche, scuole, università e gruppi di lettura.
Anche quest’anno il Premio ha i suoi candidati iniziali, ben 79 da cui il Comitato direttivo ha selezionato la dozzina di libri ammessa alla competizione, poi ulteriormente dimezzata alla sestina nella prima votazione avvenuta, appunto, il 3 giugno scorso a Benevento.
Altri riconoscimenti già assegnati
C’è il Premio Strega Giovani 2026 assegnato a Michele Mari con i “Convitati di pietra”, mentre quello Europeo è stato vinto da Leila Guerriero con “La chiamata. Storia di una donna argentina”.
Lo Strega Tour dove nacque il “qui pro quo”
La sestina e la finale si sottopongono anche agli incontri e alle conseguenti critiche itineranti in tutta Italia – tra cui per la prima volta c’è anche Campobasso – e all’estero. Tale tour letterario, teso a portare i finalisti a contatto diretto coi lettori, biblioteche, festival e circoli culturali, arrivando a toccare oltre 25 città inclusa una tappa internazionale in Messico, non poteva fare a meno, quest’anno, di una vivace, ma breve diatriba per una frase di troppo, subito – apparentemente – acquietata.
Assisteremo al seguito subito dopo la serata Premio Strega prevista l’8 luglio 2026? Probabilmente sì.





