venerdì, 3 Dicembre, 2021
Economia

Fondazione Banco di Napoli: dal risanamento più risorse per le attività sociali

La cura di Rossella Paliotto funziona e la Fondazione Banco di Napoli nel bilancio 2020, approvato all’unanimita’ registra numeri positivi. Il valore totale dell’Attivo Patrimoniale al 31 dicembre 2016 era di 129.258.926 euro; le ingenti perdite avevano successivamente eroso il patrimonio della Fondazione per un totale di 24 milioni circa; adesso il valore totale dell’Attivo Patrimoniale al 31 dicembre 2020 e’ tornato ad essere pari ad 129.251.618 euro, nonostante i 24 milioni di perdite registrate.

L’azione di risanamento ha dato i suoi frutti con  una spending review rigorosa dopo la fusione con la Fondazione Chieti per l’Abruzzo e il Molise. Il disavanzo totale da 17.854.351 euro, si e’ ridotto a  1.415.272 euro, circa l’80 per cento in meno.

La redditività del patrimonio  è ora del  7 per cento (piu’ del doppio della media di settore). Sono così riprese le attivita’ istituzionali tra cui l’erogazione di contributi agli enti che operano sul territorio nelle sei Regioni meridionali di competenza della Fondazione: rispetto ai circa 700mila euro deliberati nel 2020, per il 2021 ci saranno oltre 2 milioni di euro di disponibilita’. “I numeri del bilancio 2020 rappresentano concretamente la svolta impressa da questa governance nella guida della Fondazione Banco di Napoli.

In appena due anni, siamo riusciti a riportare il valore patrimoniale al periodo precedente alla crisi finanziaria che ha rischiato di far scomparire una Fondazione bancaria che affonda le radici in 500 anni di storia e adesso si sta riprendendo la funzione che le spetta per tradizione e missione sociale”, ha commentato il presidente della Fondazione Banco di Napoli, Rossella Paliotto.

“L’operazione di trasparenza e ri-consolidamento dell’Ente ci consente di liberare maggiori risorse per i nostri territori di riferimento – mai come in questo periodo di pandemia non ancora messa alle spalle – bisognosi di un sostegno concreto all’insegna non dell’assistenzialismo improduttivo, ma di una strategia in grado di ridare ossigeno alle fasce sociali impoverite”

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