sabato, 15 Maggio, 2021
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Vaccinazioni. Stirpe (Confindustria): industrie pronte. Ma le dosi?

“Le aziende sono pronte a vaccinare i dipendenti”. È il messaggio di Maurizio Stirpe vice Presidente di Confindustria per il Lavoro e le Relazioni Industriali che ricorda come con la firma del protocollo per le vaccinazioni le imprese sono nelle condizioni di partire. Ora si attende solo il via libera dall’autorità commissariale per l’emergenza Covid.

“Le aziende sono pronte. In questa fase il vero problema è la scarsità dei vaccini , ma noi andiamo orgogliosi di queste linee guida e Confindustria si è spesa da mesi e con forza per arrivare al risultato”, commenta Stirpe. Dopo il protocollo del 24 aprile 2020 su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, quello firmato sui vaccini in azienda, “è un’importante prova di maturità e responsabilità delle parti sociali. Inoltre ci sono 400 imprese che stanno mettendo a disposizione i loro siti produttivi per le vaccinazioni di massa gestite dall’autorità sanitaria. Molte di più si erano candidate, l’autorità ha scelto le aree dove mancavano punti di riferimento logistici”, sottolinea con orgoglio l’esponente degli industriali.

Stirpe sottolinea, inoltre, che sarà l’autorità commissariale a dire quando sarà il momento di partire. “Poi non dimentichiamo che lo sforzo delle imprese aiuta anche il resto della comunità: le vaccinazioni in azienda alleggeriranno il peso sui centri vaccinali pubblici”, osserva il vice presidente degli industriali, “Sottolineo inoltre che l’operazione per le imprese ha un costo visto che riceveremo i vaccini dalle Asl ma tutto il resto è a carico nostro”.

Sui timori dei sindacati che si possano creare fabbriche di seria A e serie B, l’esponente della Confederazione, sottolinea, come l’impegno sia a sostegno anche dei centri pubblici, alleviati da un carico eccessivo di vaccinazioni. “Più le aziende vaccinano, più si riduce il carico di lavoro sui centri pubblici, prima tutti saranno chiamati. E comunque non si creeranno lavoratori di serie A e di serie B per due motivi”, assicura Matteo Stirpe, “Primo, le grandi aziende potranno vaccinare anche i dipendenti delle imprese che lavorano al loro interno, dalle imprese di pulizie alle mense. Secondo, le imprese sotto i 50 dipendenti possono aggregarsi e Confindustria sosterrà le aggregazioni anche sul piano pratico, cercando di individuare i siti adatti”.

Per Confindustria le vaccinazioni hanno un carattere strategico per la ripresa economica. “Il vaccino è un fattore abilitante della ripresa”, fa ancora presente Stirpe, “In generale, non ci sarà vera ripresa finché non avremo raggiunto come Paese un tasso di vaccinazione tale da bloccare la diffusione del virus”, mentre, sulla possibilità di corridoi preferenziali per aiutare il turismo osserva: “in questi giorni di confronto non se ne è parlato. Ma si potrebbe valutare la possibilità di stabilire priorità che agevolino chi deve riaprire o chi è più esposto. Certo, se i vaccini arrivassero copiosi non ci sarebbe bisogno di porsi la domanda perché tutti si potrebbero vaccinare anche contemporaneamente”. Una nota positiva è quella espressa a favore del Ministro del lavoro, Andrea Orlando. “Ho apprezzato la decisione e la capacità di mediazione del Ministro.

E anche il fatto che ci abbia convocato con i sindacati, evitando i tavoli separati”. Dubbi, invece, sulla proposta dei sindacati in merito all’aggiornamento del protocollo di sicurezza del 2020 e alla richiesta dei sindacati di aumentare a due metri la distanza tra un lavoratore e l’altro, Stirpe osserva: “il punto è che le fabbriche non si possono allargare. Ma soprattutto i numeri ci dicono che i nostri luoghi di lavoro sono già sicuri: su 157 mila denunce di infortuni solo il 2,8% sono riferibili all’industria manifatturiera”.

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