lunedì, 6 Dicembre, 2021
Società

Con Rosario per essere credibili sul del martirio

Era l’anno 2005 / 2006 e tutto sembrava cosi’ anonimo e privo di  voglia di ricominciare. I giovani sanno di quel “Giudice /Ragazzino ” cosi’  velocemente definito dall’ allora Presidente della Repubblica che quasi quasi lo definiva un ingenuo privo di prudenza. Quel “Giudice /Ragazzino” oggi scuote le coscienze di tanti, di molti che si affacciano dal balcone della storia e lo vedono passare con la coerenza della sua fede e l’onesta’ nel vivere i principi fondamentali di una costituzione Italiana spesso dimenticata e non osservata. Rosario Livatino non fa rumore, affascina e rimane nel suo angolo di fede dove occorrerebbe lasciarlo in preghiera e nel raccoglimento magari con la sua agenda dove ogni giorno scriveva tra parole “S.T. D:” – Nome in codice di qualche componente della stinna, della mafia mercato, della violenza fine a se stessa che agisce indisturbata da protezioni impensabili? Sara’ lui stesso a svelare il linguaggio in codice di cio’ che custodisce nel cuore “Sub Tutela Dei ” (sotto la tutela di Dio). Nessuna scorta, nessuna cena e pranzi in palazzi di terrore, nessun vassallaggio verso nessun essere umano che pensa di avere un potere di cui ne rimarra’  schiavo e vittima. Sub Tutela Dei.  STOP. Nient’altro. Poche parole, poche sillabe, tanta certezza. L’ unica Tutela “Dio “.
L’unica forza che stravolge i piani degli uomini solo  un ” SI ” deciso e forte alla volonta’ di Dio”. Una agenda portata dai sioi genitori fra le mani di San Giovanni Paolo II, una di quelle che pesano piu’  di un macigno sulla coscienza di chi preferisce altre tutele pur di scalare successi effimeri e mete che sono passeggere come le stagioni. Quell’agenda di Rosario, l’ingenuo, il “Giudice Ragazzino”  e’ stata riprodotta in marmo e le suo parole inciso con il colore oro. A posarla i bambini e i giovani del Parlamento della Legalita, condotti nel luogo dell’agguato per mano da Mons. Carmelo Ferraro Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Agrigento, dal sottoscritto e dalla professoressa Antonella Zambuto la quale insieme al marito Giulio hanno omaggiato la stanza dove Giovanni Paolo II ha riposato nel suo “pellegrinaggio “ad Agrigento. E allora andiamo tutti alla stele: si blocca il traffico, arriva il fiume di studenti e le autorita’  istituzionali e  militari. Si posa la targa e anche i fiori…”Sub Tutela Dei” Anche noi CI CREDIAMO.I Giovani del Parlamento della Legalita’ A.S: 2005 / 2006. La storia non si oscura si racconta. Noi ne facciamo parte poiche’ le parole affascinano i fatti convincono e siamo certi che ci verra’ chiesto se siamo stati “Credibili “.
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