domenica, 26 Settembre, 2021
Protezione Futuro

Gentili: “Assicurare i beni artistici personali, gli oggetti di valore, l’abitazione, significa proteggere la nostra storia”

“L’Italia è il Paese con il maggior patrimonio artistico al mondo, ma la copertura assicurativa delle opere d’arte, è poco diffusa”. Così Stefano Gentili nella rubrica “Protezione Futuro”, guru della consulenza del mondo assicurativo, risponde alle domande sui beni personali da tutelare. Una vasta gamma di situazioni che rischiano di far perdere valore a ciò che si possiede o che ci è stato tramandato. Per Gentili è necessario puntare ad ampliare le attenzioni delle famiglie verso forme assicurative innovative a protezione dei beni, come opere d’arte, oggetti di valore personale, o di tutela di immobili da danni come eventi sismici ed altro. La quinta uscita della rubrica, ultima di questo primo ciclo sull’educazione assicurativa, vede domande mirate all’arte ed alla sua protezione per assicurare il suo valore patrimoniale oltre che affettivo (che è inestimabile).

 L’ arte è una forma di emozione, che appassiona senza tempo, per questa motivazione  scegliere come tutelare nel migliori dei modi i propri beni personali e di famiglia sarebbe un giusto investimento.

Dottor Gentili, in ogni famiglia ci sono cose di valore. Tuttavia si tratta di beni non assicurati. Perché manca questa attenzione?
“Dice bene, l’Italia è unanimemente riconosciuta come il Paese con il maggior patrimonio artistico al mondo. Eppure, in termini di mercato assicurativo, si posiziona ben al di sotto non solo dei paesi anglosassoni (USA, UK) ma è stimata meno della metà delle vicine Germania e Francia.
In particolare la copertura assicurativa delle opere d’arte in Italia non è assolutamente diffusa, probabilmente a causa di quella scarsa consapevolezza dei rischi e conoscenza delle soluzioni che possono essere attivate.
In termini razionali, quando si parla di opere d’arte ed ancor più di collezioni, sebbene sia sempre presente un forte aspetto emotivo, stiamo parlando anche di un investimento.
La consapevolezza di questo aspetto economico-finanziario dovrebbe portare a considerare le opere d’arte all’interno degli asset patrimoniali, prestando quindi la dovuta attenzione a quegli eventuali effetti che possano impattare o addirittura cancellarne il valore economico.
Da qui la scelta razionale dovrebbe portare quanto meno a valutare una adeguata copertura assicurativa, destinando una piccolissima percentuale delle proprie ricchezze alla protezione dello patrimonio di opere d’arte, analogamente a quanto si fa per assicurare una casa.
Qualche Compagnia (a dire il vero in Italia solo alcune) è in grado di mettere a disposizione dei propri clienti una offerta che consenta di affrontare questi temi in maniera semplice seppur professionale, supportando le esigenze di analisi e conoscenza dei rischi per trovare le risposte adeguate alla protezione.
Stiamo parlando essenzialmente della protezione di quadri, sculture, mobili, soprammobili, tappeti, orologi e gioielli di elevato valore”.

Secondo Lei, quali sono i maggiori rischi che i possessori corrono nel possedere opere d’arte e oggetti di valore non assicurati?
“Il furto è il rischio più percepito, ma non è l’evento più probabile, trattandosi di un evento abbastanza raro rispetto ad altri eventi quali imperizia dei familiari e domestici, bagnamenti e danni accidentali: la caduta dal chiodo, il vaso che si rovescia, il cane che fa la pipì sul tappeto, ecc.
Quando si parla poi di opere di alto standing, sono anche rilevanti i danni da trasporto o manipolazione durante le mostre.
Ciò che emerge dalle statistiche è che in molti, pur avendo una importante concentrazione  di valore all’interno della propria dimora, non dispongono nemmeno di un sistema di allarme, oppure non hanno previsto un collegamento in remoto del sistema di allarme con un istituto di vigilanza o con la Pubblica Sicurezza. In realtà questo è il primo requisito per poter poi accedere ad una copertura assicurativa adeguata ad un patrimonio artistico di valore.
Il primo consiglio che mi sento di dare, indipendentemente dalla qualità della copertura assicurativa di cui si dispone, è sempre quello di evitare, o quanto meno di limitare, un eccessivo cumulo di valore all’interno dell’abitazione. Utilizzate le cassette di sicurezza della vostra banca o dividete i vostri valori  in più abitazioni, possibilmente con casseforti adatte a custodire orologi e preziosi, che oggi sono gli obiettivi con il maggiore appeal per i malintenzionati”.

Anche in questo caso, quali rischi corrono i beni?
“Abbiamo detto che il furto è fuori dal podio dei rischi che attentano al vostro patrimonio.
Nel caso di opere d’arte, antiquariato e oggetti da collezione di vario genere, le cautele da prendere sono diverse.
Dai dati statistici, i danni sulle opere d’arte che si sono verificati in abitazioni private derivano in modo più frequente dalle conseguenze, a volte nefaste, della imperizia o negligenza dei componenti del nucleo familiare come pure dello staff domestico. Sono eventi accidentali e senza dolo, che accadono molto spesso nel corso dello svolgimento della vita familiare (chi non ha avuto bambini che giocavano a palla in casa?) o dei servizi di pulizia della casa o durante operazioni di manutenzione della stessa.
In alcuni casi però possono provocare dei danni dagli impatti economici e di valore dell’opera importanti.
Ad esempio ricordo il caso di un importante dipinto su tela che si bagnò a causa della percolazione di acqua che ne inumidì la superficie. Subito dopo un componente dello staff domestico si accorse del danno (non ancora così grave), per riparare il quale decise di asciugare la tela tamponandola con della carta da cucina, facendo così deprezzare l’opera.
Fra le insidie all’interno delle nostre case, troviamo uno sgradevole evento che risponde al nome di ‘infedeltà dei dipendenti’. Sono numerosi infatti i casi in cui i domestici si approfittano della fiducia dei proprietari di casa per organizzare dei furti in abitazioni che conoscono talmente bene, che risulta quasi impossibile sventarli”.

Torniamo agli altri eventi. Lei può descriverli, almeno i più frequenti?
“Molto spesso sono gli ‘’eventi accidentali” a rivestire il ruolo da protagonisti degli spiacevoli e molto eterogenei danni alle opere d’arte. Tra questi, quelli risultati più frequenti nell’ultimo periodo sono i cosiddetti sinistri da “rottura del chiodo”, che si verificano quando il chiodo o il tassello che sostiene un quadro sulla parete cessa la sua azione di supporto facendo collassare l’opera, che si danneggia a causa del brusco impatto con il pavimento.
Tra gli altri eventi accidentali, spesso piuttosto sottovalutati ma capaci di provocare danni ingenti, figurano l’impatto accidentale o la collisione con altri oggetti.
Quando si parla invece di preziosi ed orologi una buona copertura assicurativa non trascura i rischi che si corrono quando vengono indossati fuori casa.
I numeri infatti parlano chiaro: nonostante i furti in casa siano in ascesa, dobbiamo rilevare che, per preziosi e orologi, il picco di rischio massimo corrisponde a quando vengono indossati all’esterno.
Rapine, furti con destrezza, il cosiddetto ‘strappo’ mentre siamo in automobile o a passeggio sono le tante declinazioni di questo preoccupante dato statistico. In ogni città italiana operano regolarmente bande più o meno organizzate di malviventi che ne presidiano le zone più eleganti. Dapprima cercano di individuare belle auto, per poi scorgere se al loro interno vi siano un guidatore o un passeggero che indossano il loro prossimo bottino. Difficile sfuggirgli, ma è piuttosto semplice trasferire il rischio della perdita economica su un assicuratore, che non potrà certo restituire il valore affettivo dell’oggetto sottratto, ma quanto meno consentire il diritto al suo rimpiazzo con un congruo risarcimento”.

Può parlarci delle polizze assicurative. Che copertura offrono e quali i costi, e quali le migliori o le più giuste?
“Come potete capire le cautele da prendere (anche nella propria abitazione) non sono mai troppe e, fra queste, di certo una adeguata polizza assicurativa.
Ma quale è il costo di una buona polizza? Si parla di ordini di grandezza attorno al 5 per mille, ma come sempre la domanda giusta da farsi è: quale è il costo di non averci pensato per tempo.
Ecco un altro esempio di vita vissuta: un meraviglioso parquet intarsiato che purtroppo subisce importanti danni da rottura delle tubature. Il bagnamento aveva ormai irrimediabilmente compromesso 5 metri quadri di quel parquet intarsiato: il costo stimato per sostituirlo era di circa un migliaio di euro per metro quadro.
Purtroppo però la polizza scelta dal cliente era stata una polizza standard per immobili certamente non di pregio. L’efficacia risarcitoria di quel contratto era limitata alle finiture standard: nel particolare, il ripristino di 5 mq di un normale gress porcellanato e non di un parquet intarsiato. Il risultato fu un risarcimento totale di 100 euro, ovvero di circa venti euro a metro quadro danneggiato”.

Aumentano invece i rischi ambientali. Un capitolo nuovo. Cosa prevedono le Assicurazioni?
“Oggi in Italia sta aumentando la sensibilità rispetto ai rischi naturali, che potrebbero colpire uno dei nostri beni più preziosi: la casa.
Vista l’elevata sismicità della nostra penisola questa sensibilità sarebbe dovuta arrivare prima, ma l’importante è che finalmente ne abbiamo preso consapevolezza anche noi.
La domanda fondamentale da porsi ora riguarda gli aspetti qualitativi della copertura scelta per proteggere la nostra casa: la mia polizza sarà in grado di risarcirmi al meglio?
Per rispondere a questa domanda, dobbiamo prima capire se la polizza scelta sia o meno in grado di distinguere tra una casa “normale ed una casa di pregio. Non farlo al momento della stipula del contratto rischia di causare spiacevoli sorprese in caso di danno, come nell’aneddoto appena raccontato.
L’ultima volta abbiamo parlato delle polizze ‘multi rischi abitazione’, sicuramente valide ed efficaci per abitazioni comuni, che non sono state oggetto di importanti e onerose ristrutturazioni, senza particolari finiture di pregio e prive di tratti distintivi quali un bel pavimento in marmo/legno o di elementi artistici e architettonici.
Qualora però il vostro immobile presentasse una o più di queste pregevoli caratteristiche dovreste fare molta attenzione.
Del resto anche una t-shirt in cotone può vestirci, ma se lo scopo è anche quello di tenerci al caldo e protetti, quindi evitare malanni, tendiamo a scegliere un capo in lana o in cachemire.
Quindi, qualora la vostra abitazione presenti caratteristiche di pregio, è bene verificare sempre prima che la polizza sia in grado di riconoscere e risarcire oltre al mero valore di ricostruzione anche il cosiddetto differenziale di pregio.
Date anche un’occhiata alle limitazioni previste dal vostro contratto per i rischi di terremoto, fenomeni atmosferici e catastrofali. In particolare verificate le franchigie, scoperti e limiti, ottimi strumenti per non alzare il premio pagato, purché ne siate consapevoli.
Non abbiate paura di chiedere al vostro consulente come arrivare ad una copertura adeguata: nel mondo assicurativo, diversamente da quello dell’abbigliamento, il cachemire costa poco più del cotone”.

Sponsor

Articoli correlati

L’ambiente malato fa paura

Maurizio Piccinino

Ema: “Vaccino AstraZeneca efficace, benefici superiori a rischi”

Redazione

Superbonus 110%: Generali Italia in prima linea per la ripresa sostenibile del Paese al fianco di famiglie, professionisti e imprese per la riqualificazione energetica e sismica del patrimonio immobiliare delle famiglie italiane

Redazione

Lascia un commento