domenica, 25 Luglio, 2021
Società

Scuola: gli insegnanti meritano rispetto, riconoscimenti sociali ed economici

Insegnati guerrieri, professori in prima linea, docenti coraggiosi. Per la Uil Scuola, e il segretario generale del sindacati Pino Turi la classe degli insegnati merita di tutto e di più, ed è il governo che deve intervenire a loro favore.

“Se il futuro della professione docente si riduce ad una misurazione del reddito, e magari per allargare qualche posto si introduce il middle management, significa che di scuola e di rivoluzione culturale dobbiamo parlarne e molto”, fa presente Turi, “Non è aumentando la burocrazia nella scuola e gerarchizzando la funzione docente che si fa vera scuola”. Per la Uil scuola serve una svolta e ridare al lavoro dell’insegnante un ruolo diverso altrimenti si dequalifica.

“Pensare in questo modo significa tornare al modello della Legge 107”, contesta Turi, “dove la scuola era pensata come una brutta copia di un ufficio pubblico che eroga servizi a domanda individualizzata.
Ora anche on line. A cosa pensiamo? Ad una sorta di New Amazon formativo?”. Sui temi di attualità la Uil rilancia ancora il ruolo dell’insegnamento.

“La lezione del Coronavirus non è servita a nulla se ognuno resta sulle stesse posizioni, mentre si dovrebbe riflettere sul futuro, avviare una trasformazione culturale”, ammonisce Turi.

“Servono menti aperte, nuovi orizzonti, non vecchie ricette.  Siamo proprio sicuri che il metro per misurare la carriera di un docente sia quello di cambiarla? Perché non si inizia a dare valore, considerazione, adeguata retribuzione al loro lavoro? Nelle nostre scuole lavorano docenti bravi e motivati”, prosegue con impeto il segretario generale della Uil Scuola, “vanno ben pagati per fare il loro mestiere, non per cambiarlo con uno, che ha solo il luogo di lavoro in comune. La comunità educante ha bisogno di una leadership diffusa, che essa stessa dovrà riconoscere. Non può essere imposta”.

“La scuola deve essere e restare sempre palestra di libertà e di insegnamento critico.
La memoria di questi mesi difficili non va perduta”, insiste il segretario della Uil Scuola, “I nostri insegnanti non hanno mai ceduto, non hanno mollato mai. Ora è il Governo che deve tenerli nella considerazione che meritano. Servono risposte politiche, più che amministrative, adeguate”.

Infine Pino Turi si lancia in una serie di interrogativi. “La costituzione ci ricorda che la libertà di insegnamento è il cardine della funzione docente: c’è una sola domanda a cui va data risposta: come si garantisce? Chi garantisce la libertà e l’essenzialità del lavoro fatto in classe? La soluzione”, conclude Turi, “non si trova spostando le professionalità in altri ambiti. Al contrario si deve professionalizzare ancora di più la funzione cardine della scuola”.

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