mercoledì, 20 Gennaio, 2021
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Intervista al fotografo Massimo Sorrenti

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Massimo Sorrenti è un fotografo ritrattista e si definisce il testimone del suo tempo. Ma conosciamolo meglio da vicino facendoci raccontare la sua storia.

Partiamo dalle origini. Chi è Massimo Sorrenti, da dove viene, e come quali erano le sue passioni da ragazzo…
Sono nato in un paesino piccolo in provincia di Parma esattamente a Soragna da una famiglia di contadini. I miei genitori mi hanno trasmesso l’umiltà e il rispetto per tutto ciò che riguarda la fauna e la flora e soprattutto di credere nei rapporti umani. La mia passione era allevare conigli e piccioni. 

Quando ha scoperto la sua passione per la fotografia?
Fin da piccolo. Da quanto avevo 6 anni coltivo la passione e l’amore per la fotografia. Ricordo mia madre che portava il rullino fotografico a sviluppare dal fotografo del paese. Lui le diceva “ma che bravo suo figlio”. Erano i primi anni ’70 e si vedevano le prime fotografie a colori. 

Oggi lei è un affermato fotografo. Cosa ama fotografare?
Fin da giovanissimo fotografo la natura e gli animali sono i soggetti che prediligo.
Sono principalmente un fotografo ritrattista. Spesso sono il fotografo delle cerimonie. Mi definisco “il testimone del mio tempo”. Fotografo di tutto, perché adoro fotografare. Il mio amore per la fotografia è totale.

Come è cambiato il mondo della fotografia rispetto a 20 anni fa?
È cambiato totalmente negli ultimi anni. Con l’avvento del digitale la fotografia in tanti casi non si crea più prima di scattare. Viene lavorata nella post produzione.
Questo personalmente non lo concepisco del tutto perché io creo la foto e scatto e non viceversa.

Visitando il suo sito e le sue pagine social si notano molti scatti in bianco e nero…
Si, mi piacciono le foto in bianco e nero. Il colore distrae sempre chi guarda una fotografia, perché si concentra più sul colore che sul contenuto. Le foto a colori più belle, in effetti, sono quelle che hanno proprio il colore come soggetto. Il bianco e nero risulta, invece, più evocativo proprio perché sottrae un dato visivo

Nel mondo della fotografia passato e presente, c’è un fotografo noto al quale si ispira?
Penso che sia giusto per un fotografo evolversi. Non mi ispiro a nessuno in particolare ma osservo le opere di tanti fotografi e colgo alcuni aspetti che trasmettono. 

Ci racconti qualche curiosità nel suo lavoro…
Non so se risponderò in modo corretto a questa domanda, però mi sento di dire che in ogni scatto rispondo alla curiosità di chi sto fotografando…

Ha fotografato personaggi famosi?
Quando fui chiamato come fotografo ufficiale a un evento internazionale a Viterbo dedicato alla memoria del grande Fabrizio Frizzi, fotografai tanti attori, registi, cantanti. Ricordo con piacere e onore la simpatia e modestia di Lando Buzzanca quando mi abbracciò e mi chiese di fare una foto con lui.

Lei fotografa anche molte modelle, sfilate, matrimoni… ci sono dettagli particolari che emergono e caratterizzano i suoi servizi?
Cerco sempre di curare ogni dettaglio e di cogliere ogni particolare, espressione, la fotografia è fatta anche di saper cogliere l’attimo e bisogna farsi trovare sempre pronti e concentrati. Dicono che nelle mie fotografie si noti l’anima del soggetto fotografato. Sentire questo vuol dire aver fatto bene il proprio lavoro di fotografo.

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