lunedì, 30 Novembre, 2020
Cultura

Il “Boomerang” di Filippo Roma, e le “concatenazioni” dell’amore. Da Iena a romanziere per raccontare sentimenti, solitudini, e le infinite avventure del cuore

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Filippo Roma, la “Iena” in fondo è un tenerone “eternamente innamorato”, ma con molti dubbi sull’amore ed i suoi misteri, oggi si direbbe sulle: “Conseguenze dell’amore”, che lui indica come “Concatenazioni” casuali, oppure cercate, ma con risultati diversi alle aspettative, solo a volte arriva il lieto fine. Oggi si passa da affermazioni lapidarie di dedizioni infinite, a repentini cambiamenti di orizzonti sentimentali. Così, l’amore nella versione di Roma, è un percorso accidentato, un campo di tensioni, antagonismi, talvolta di miserie e molte altre volte (per fortuna) di luminosi incontri, abbracci e passioni intense. Il libro “Boomerang” racconta come casualità ed opportunità possono portare i protagonisti a incontrarsi, scontrarsi e ritrovarsi, passeggiando una volta sulle nuvole e una volta con i piedi per terra, nelle variegate contraddittorie pieghe dell’amore. Un po’ bio politica dei sentimenti, un po’ bio psicologia degli affetti, alla fine l’amore troverà le su strade, un Todo Modo dei sentimenti per acciuffare la grazia che solo lei può fondere: sentimenti, aspettative, e le ragioni vere del cuore.

È al primo romanzo Filippo Roma, ma non è certo nuovo alla scrittura “avevo scritto”, racconta, “insieme al mio compagno di banco del liceo Alessandro Sortino, “Iena” storica. Ci risposero in tanti ma chi volle incontrarci fu Mario Monicelli. Gli piacque l’idea che gli avevamo mandato, ma ci chiese la stesura della sceneggiatura di un altro soggetto”. Avventura questa finita bene. A Monicelli piacque l’idea. Fummo messi sotto contratto da un produttore e lui girò il film. Era un cortometraggio dal titolo Sempre i soliti che avrebbe poi presentato fuori concorso al Festival del Cinema di Venezia del 1997”. Poi la vita di Filippo Roma è diventata rutilante: sceneggiatore cinematografico, nel 1999 a Radio Capital, emittente del Gruppo Espresso, come autore testi fino diventarne il responsabile del marketing nel 2002. Due anni dopo la chiamata a Le Iene.

Dopo 17 anni, oltre che Iena Filippo, decide di diventare scrittore e pubblica il suo libro “Boomerang”.

Com’è nata l’idea di questo romanzo Boomerang che, diciamolo, sorprende se non altro perché scritto da chi fin’ora ha vestito i panni di un rompi scatole, motivo per cui spesso non sei neanche troppo amato?
“È vero, fa strano vedere uno che dopo 17 anni che veste i panni di Iena rompiballe inizia a scrivere.
Io amo leggere; è la mia passione. Adoro i romanzi e leggo in ogni istante di libertà; quando sono in viaggio in treno, alla sera, in relax. Nella mia carriera “Ienesca” la scrittura per me è diventata una passione evasiva. Un’ oasi di pace”.

Si parla di un triangolo amoroso, dei conflitti legati alle emozioni, alle relazioni ed al potere che spesso in amore prevale sul sentimento. Il potere del controllo intendo…
“L’amore è condivisione, invece, il potere è tossico.
In Boomerang, l’amore arriva attraverso le dinamiche malate, passando per fasi immature per Elena, la vendetta di Barbara verso Leo. Quello di Elena non è amore puro, bensì sfrutta l’amore per i fini materiali”.

Ti senti più Iena o scrittore?
“Sull’onda di questa pubblicazione mi sento uno scrittore”.

Filippo, consiglieresti  di leggere il romanzo Boomerang più ad una donna o ad un uomo?
“È un libro per donne, perché per natura ritengo che voi abbiate doti psicologiche e capacità di lettura dell’animo più spiccate”.

Ma a scrivere il libro è un uomo!…Quindi?
“Certo anche per uomini, noi siamo più spontanei; Vabbè la verità è che Boomerang è un libro davvero per tutti”.

Sei innamorato in questo momento?
“Io sono eternamente innamorato”.

Oggi le relazioni affettive, ma non solo, sono spesso minacciate da nuovi parametri sociali, nuovi paradigmi e da nuove scadenze (penso innanzitutto a quelle legate al tempo: se visualizzi e non rispondi subito, vuol dire che non ami) causando una vera alterazione della percezione dell’altro. Quale il tuo consiglio ai tuoi coetanei ma soprattutto ai più giovani?
“È vero i paradigmi sono aiutati dalla tecnologia, ma non portano a nulla di buono. Nell’amore non ci sono regole, non ci sono norme. L’ amore è pienezza, liberazione e riconciliazione con l’universo. Se non rispondo subito su WhatsApp non si può vivere nel terrore di una compagna o compagno che martelli Nell’800 gli amanti si scrivevano, e le lettere arrivavano dopo settimane… forse c’era più fiducia!”.

Insomma, Filippo, per mantenere vivo il fuoco dell’amore l’ ingrediente indispensabile qual’è?
“Conservare la propria identità, la propria indipendenza ed autostima”.

E come finisce il libro?
“Angelica tu già conosci il finale, lasciamo però che lo scoprano anche gli altri… leggendolo!!!”.

Grazie Filippo!

Grazie alla redazione de La Discussione!

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