mercoledì, 2 Dicembre, 2020
Società

La chiesa è più viva che mai, Carlo Acutis ne è la prova

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Mai come in questi giorni di freddo silenzio e di tanta solitudine la Chiesa riesce a parlare al cuore dei tanti sfiduciati e smarriti di cuore. Il mese di ottobre è il mese missionario dove bisogna uscire dalla palude del proprio pensiero egoista e pessimista e orientare passi e sguardi verso il “Sole di Giustizia” che ha il nome di Cristo, Via / Verità e Vita. San Paolo ne è convinto “Tutto posso in Colui che mi dà forza”: si forza, non la poltrona del potere la raccomandazione dell’ultimo minuto, la caramella del compromesso, la finta fede che non convince neanche chi mastica una fede morta prima ancora di essere ingoiata.

È bello però sentire da Assisi le campane di festa che inneggiano la “Resurrezione” la testimonianza di vita di un giovane quindicenne che ha fatto della sua breve esistenza un testamento di fede credibile, vera, semplice ed efficace. Lui si chiama, Beato a 15 anni reduce di una leucemia fulminante che l’ha portato a chiudere i suoi occhi nella stanza dell’Ospedale San Gerardo di Monza riaprendoli a cuore aperto dinnanzi a Dio nel paradiso della gioia. Carlo ha solo vissuto il messaggio credibilmente affascinante e sconvolgente del Vangelo della Gioia e della Bellezza tanto da creare programmi innovativi e inviare tutto tramite un computer con la certezza che ciò che si ama si deve far conoscere. Un giovane adolescente talmente normale che amava la vita, la preghiera e non stava a chiedere interventi in TV o sermoni di chiacchierologie inutili. Lui, quindicenne, pregava e faceva sport, pregava e amava i poveri e i “barboni” tanto che al suo funerale sono stati gli amici della prima fila. Chi ha insegnato a Carlo ad amare Dio? la preghiera. Chi oggi critica, annuisce, commenta e sottolinea che la chiesa non è viva, che Papa Francesco va criticato e non sempre compreso vi è da indirizzare solo una esortazione: “Quanta preghiera e quanta carità vera vi è nella tua silenziosa vita? Quanta azione dello Spirito Santo si respira in ciò che pensi e che fai? Quanto amore disinteressato e limpido vi è nelle tue azioni?”. Non esigiamo nessuna risposta. Non ci interessa. Essa sarà data all’autore della Vita quando si renderà conto di tutto e anche di più. Quanto è bella l’espressione di Teresa “Nel cuore della Chiesa, mia Madre, sarò l’Amore”. Chi ama non ha tempo di commentare, di additare, di umiliare e ergere sermoni che nascondono spesso compromessi che avvelenano.

La Chiesa di Cristo ha la semplice bellezza di Carlo Acutis, di don Roberto sacerdote nella Diocesi di Como, votato agli ultimi, del Beato Pino Puglisi assassinato in “odio alla fede” da parte della mafia nel suo quartiere di Brancaccio dove – chi scrive – nell’aprile del 1994 ha messo una targa (frutto dei risparmi di tanti adolescenti della zona) con la scritta “Il tuo coraggio nelle nostre azioni, la tua semplicità nei nostri occhi, nel Vangelo la nostra certezza e le note della nostra Speranza. A Padre Puglisi noi giovani Liberi. La mafia è forte ma Dio è Onnipotente”. Fatti incisivi di una fede che fa capo alla preghiera, all’azione, alla contemplazione e all’accoglienza. Per ripete con San Paolo “Tutti posso in Colui che mi dà forza”, e la forza se non l’hai nessuno può dartela, puoi solo criticare e commentare…ma la Chiesa di Dio, fonte di ogni bene, è alimentata dalla gioia dello Spirito Santo. E Lui nella Chiesa è più vivo che mai. Prega, agisci e vedrai miracoli.

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