venerdì, 23 Ottobre, 2020
Ambiente

Salviamo il Pianeta per salvare noi stessi

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Dalle balene spiaggiate, agli elefanti avvelenati, dagli animali selvatici in estinzione, al ritiro dei ghiacciai e ai 750 eventi estremi che hanno colpito l’agricoltura. Serve un Partito ambientalista che dialoghi, apra dibattiti con le forze sociali e produttive. Possiamo farcela con l’Europa, lo Stato, le imprese e i cittadini pronti alla svolta Green.

Dalla enciclica promossa da Papa Francesco, “Laudato Si’”, alle azioni concrete per la difesa dell’ambiente per gettare le basi di un nuovo sviluppo eco sostenibile e creare un nuovo fronte politico ambientalista.

La Discussione continua nei suoi editoriali e proposte a impegnarsi sul tema Papale e della tutela del Pianeta che sarà al centro dell’incontro annuale che terrà la “Fondazione Dc” dal 9 all’11 Ottobre a Saint Vincent. Appuntamento a cui hanno dato la loro adesione esponenti di governo con il premier Conte, dell’opposizione con il presidente Silvio Berlusconi, del mondo cattolico, economico e sociale.

Quattro notizie geograficamente distanti ma che ci uniscono e ci riguardano sempre più da vicino.

In Tasmania, uno stato insulare dell’Australia, 470 balene sono spiaggiate per cause ancora da conoscere. I cetacei a centinaia sono morti nonostante gli sforzi per salvarli, nella speranza di poterne ricondurre in mare almeno qualche decina. In Botswana 330 eleganti sono stati trovati morti per cause definite misteriose, ma per gli esperti si tratta di un alga tossica che prolifera nell’acqua stagnante.

Nel “Living Planet Report”, presentato invece dal Wwf al livello internazionale si ricorda che la riduzione delle popolazioni globali di mammiferi, uccelli, anfibi, rettili e pesci, è allarmante: l’analisi 2020 mostra un calo medio di due terzi avvenuto in meno di mezzo secolo, causato in gran parte dalla distruzione degli ecosistemi che sta anche contribuendo all’emergere di malattie zoonotiche come il Covid-19.

In Italia la Coldiretti ha registrato 750 eventi estremi che si sono verificati questa estate. Fenomeni violenti che sono il risultato dell’enorme energia termica accumulata nell’atmosfera in un 2020 che è stato fino adesso di oltre un grado superiore alla media storica classificandosi in Italia al secondo posto tra i più bollenti dal 1800. Inoltre è caduta il 25% di pioggia in meno nonostante il moltiplicarsi di eventi estremi. Grandinate, bombe d’acqua e allagamenti hanno causato danni per oltre 14 miliardi di euro, tra perdite della produzione agricola, danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti.

Quattro notizie, si diceva, geograficamente distanti ma tutte legate ad un solo tema quello dell’ambiente. Dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento, dello sfruttamento delle risorse naturali, la decimazione degli ecosistemi naturali, gli interventi distruttivi come gli incendi dolosi che divorano milioni di ettari di vegetazione. È ancora per rimanere sono nei mesi estivi abbiamo visto nel mondo petroliere che hanno perso il loro carico inquinando il mare e decine di migliaia di chilometri di costa. E, ancora, dobbiamo oggi fare i conti con la produzione esponenziale e il mancato smaltimento della plastica che è presente ovunque con il suo carico di inquinamento. La scienza e la tecnologia non riescono a fronteggiare questa aggressione alla natura, al pianeta e soprattutto verso noi stessi. Il genere umano è sempre più fragile e vittima dei suoi stessi errori. Gli esperti che controllano i ghiacciai continuano a dirci che siamo ad un passo da un punto irreversibile, che rischiamo ogni giorno di più stravolgimenti planetari, che pregiudicheranno per sempre le nostre esistenze e vite quotidiane. Eppure questi allarmi che si moltiplicano rimangono inascoltati, lontani dal sentire comune, come se i fatti non ci riguardassero da vicino.

C’è tuttavia un motivo di tanto distacco. Sono temi proposti in modo sparso, sono notizie drammatiche che non vengono commentate, approfondite, vivono lo spazio di qualche ora nei notiziari, in qualche richiamo di prima pagina per poi essere poste nel dimenticatoio. Non c’è un interesse vero perché a noi che piace la politica fatta sui contenuti e sui valori, sottolineiamo che manca un Partito che sappia rappresentare questi temi in modo convincente, che sappia essere un punto di riferimento ambientalista che si occupi davvero di tutele e non di poltrone da coprire, o peggio di costruire barricate e slogan aggressivi in contrapposizione a tutti e a tutto.

Da Saint Vincent vogliamo lanciare anche questa proposta: nasca un Partito che sappia raccogliere e portare avanti le grandi questioni ambientali, che sappia dialogare in modo costruttivo, aperto e convincete. I cittadini sanno che sono temi importanti, che l’economia e la stessa Europa farà nuove politiche e impegni di bilancio sempre più consistenti, che dobbiamo fare tutti uno sforzo per avere un ambiente ordinato e pulito che significa più salute, sicurezza e benefici per tutti. Lo si ripete un po’ ovunque.

Noi lo diciamo con forza: nasca un Partiti che favorisca e proponga di unire investimenti privati e pubblici per ammodernare il Paese, che sia di sostegno alla svolta “green”. Facciamolo in nome delle balene spiaggiate, degli elefanti avvelenati, dagli animali selvatici che stiamo destinando alla estinzione. Salviamo il Pianeta se vogliamo salvare noi stessi.

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