L’esecutivo dovrà concentrarsi nei prossimi mesi sulle questioni che incidono più direttamente sulla quotidianità dei cittadini, come sanità, piccole imprese e riforma fiscale
Giorgia Meloni, nel suo intervento di Bari, ha rivendicato con forza il percorso compiuto dal suo governo. L’entusiasmo e l’orgoglio per i risultati raggiunti sono legittimi. Ma la politica, soprattutto quando si avvicina alla verifica elettorale, deve saper trasformare il bilancio del passato in una prospettiva per il futuro. Il prossimo anno gli italiani torneranno a votare.
Ed è proprio qui che si misura la capacità di un governo di affrontare l’ultimo miglio. La solidità dell’esecutivo, il prestigio internazionale conquistato dall’Italia, la crescita dell’occupazione e le misure adottate in questi anni sono elementi importanti e rappresentano risultati che non possono essere ignorati. Ma altrettanto importante sarà dimostrare di saper intervenire sulle questioni che incidono direttamente sulla qualità della vita degli italiani.
Puntare su cosa resta da fare
In agenda di Governo le priorità, a nostro avviso, sono: sanità pubblica, sostegno alle piccole imprese e riforma fiscale. La prima è il tema che più di ogni altro chiama in causa la vita concreta delle persone e il diritto alle cure. Secondo i dati richiamati dalla Fondazione Gimbe, nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana è scesa al 6,2 per cento del Pil, contro il 7,1 per cento della media europea e dell’area Ocse. Il divario con gli altri Paesi europei, secondo la Fondazione, vale 36,1 miliardi di euro. Sono numeri che meritano una risposta politica.
Sostegno alle piccole imprese
Anche in questo caso i numeri raccontano una difficoltà da non sottovalutare. Negli ultimi sei anni sono scomparse oltre 111 mila imprese del commercio al dettaglio e, nello stesso arco di tempo, i piccoli esercenti avrebbero perso 16,7 miliardi di euro. Dietro queste cifre ci sono attività che chiudono, famiglie che rinunciano a un progetto imprenditoriale, posti di lavoro che vengono meno e territori che rischiano di perdere servizi e vitalità economica.
Il Governo dovrà quindi prepararsi su come sostenere concretamente il piccolo commercio e, più in generale, quella parte del sistema produttivo che costituisce la spina dorsale dell’economia italiana. Meno burocrazia, condizioni più favorevoli per chi investe e strumenti capaci di accompagnare le imprese nei momenti di maggiore difficoltà dovranno essere parte di questa strategia.
Un fisco equo che dialoghi
La pressione fiscale al 43,1 per cento del Pil colloca l’Italia al quinto posto nell’Unione europea. Per famiglie, lavoratori, professionisti e imprese il peso complessivo delle imposte si somma all’aumento dei costi e rende sempre più difficile trovare un equilibrio nei bilanci.
Per questo l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale e di costruire un sistema più equo, semplice e comprensibile non può essere considerato un tema secondario.
Una riforma fiscale dovrebbe innanzitutto restituire fiducia nel rapporto tra cittadino e Stato. Chi lavora, produce, assume e investe deve poter contare su regole più chiare e su un sistema che non trasformi il fisco in un ostacolo alla crescita.
L’autorevolezza del premier Meloni
Il governo Meloni ha buone ragioni per rivendicare quanto fatto finora ad iniziare dalla occupazione. L’Italia ha riconquistato peso e autorevolezza nello scenario internazionale. Il lavoro ha dato segnali positivi, con una crescita dei contratti soprattutto a tempo indeterminato; mentre per ridurre il peso e il costo dell’energia sono state adottate misure a sostegno degli automobilisti e, in particolare, dell’autotrasporto.
La prossima sfida è decisiva
Nel 2027 gli elettori giudicheranno l’Esecutivo sulla base di ciò che è stato fatto, ma anche sulla capacità di indicare una direzione per ciò che ancora deve essere realizzato.
Per Giorgia Meloni oggi artefice del Governo longevo che ha dato stabilità al Paese – ed è una grandissima risorsa per tutti – per la maggioranza e per centrodestra, la vita quotidiana sarà la sfida dell’ultimo miglio.





