0

La battaglia globale contro i matrimoni infantili entra in una nuova fase: tra leggi, resistenze e cambiamenti culturali

sabato, 5 Settembre 2026
1 minuto di lettura

Ogni anno 12 milioni di bambine diventano spose prima dei 18 anni, secondo le stime delle Nazioni Unite. Il fenomeno, definito dall’ONU una violazione dei diritti umani, continua a colpire milioni di minori nonostante decenni di campagne, leggi e programmi di sensibilizzazione. Nel 2024 e 2025, nuovi sforzi internazionali hanno rilanciato la lotta contro questa pratica, culminando nella decisione dell’Assemblea Generale dell’ONU di istituire il 27 novembre come Giornata Internazionale per porre fine ai matrimoni infantili, precoci e forzati. Negli ultimi anni, Paesi come Sierra Leone, Filippine, Inghilterra, Repubblica Dominicana, Colombia e Bolivia hanno adottato leggi che fissano a 18 anni l’età minima per sposarsi, senza eccezioni.

UNICEF stima che 1,5 milioni di bambine vengano sposate ogni anno nel Paese. Negli Stati Uniti, la battaglia è appena iniziata. Il Child Marriage Prevention Act, presentato al Congresso nel luglio 2024, punta a fissare a 18 anni l’età minima per sposarsi in tutto il Paese. Oggi, in 34 stati, il matrimonio minorile è ancora legale. Dal 2000 al 2021, oltre 314.000 minori sono stati sposati, alcune bambine di appena 10 anni. Le organizzazioni che combattono il fenomeno, come Unchained At Last e il Tahirih Justice Center, sostengono la proposta di legge ma avvertono che alcune sezioni potrebbero avere effetti indesiderati. Una delle critiche più forti riguarda la possibilità che minori di 16 anni possano ottenere un visto coniugale: secondo gli attivisti, ciò potrebbe incentivare il traffico di minori verso gli Stati Uniti sotto la copertura del matrimonio.

Le ragioni dei matrimoni precoci sono molteplici: paura per la sicurezza delle figlie, pressioni sociali, povertà, tradizioni legate alla dote, e persino strategie familiari per favorire il matrimonio dei figli maschi. Secondo Renu Singh, direttrice di Young Lives India, “la legge da sola non basta: serve un cambiamento culturale profondo”.

Redazione

Redazione

“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“Respect Report” Uefa per la tutela di ambiente e diritti umani

Un focus annuale su come l’organo di governo del calcio…

“Profondamente filoamericana”: Machado ridisegna il futuro del Venezuela tra transizione e alleanza con Washington

In un momento cruciale per il Venezuela post‑Maduro, María Corina…