Mentre il Board of Peace creato dagli Stati Uniti accelera i piani per la ricostruzione di Gaza, il futuro dell’agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, UNRWA, resta incerto. Israele ne chiede l’esclusione, accusandola di infiltrazioni di Hamas — accuse che la Corte Internazionale di Giustizia considera non provate — ma sul terreno l’agenzia continua a essere la principale forza umanitaria del territorio.
Incontri riservati e necessità operative
L’ex commissario generale Philippe Lazzarini, in un’intervista esclusiva all’Associated Press, ha rivelato che dietro le dichiarazioni ufficiali, membri del comitato palestinese tecnocratico e dello stesso Board of Peace si mostrano più aperti alla collaborazione con UNRWA di quanto appaia. «Non so come potrei riuscire senza di voi», gli avrebbe detto Ali Shaath, capo del comitato palestinese. Nonostante l’agenzia non sia formalmente inclusa nei piani del Board, riunioni riservate tra UNRWA e il comitato si sono svolte più volte dall’inizio dell’anno. Un funzionario del Board ha confermato gli incontri, aggiungendo che i programmi dell’agenzia «potrebbero persistere se servono bene la popolazione di Gaza».
Il ruolo indispensabile sul campo
A quasi un anno dal cessate il fuoco, la ricostruzione non è iniziata. Israele impedisce l’ingresso del comitato palestinese finché Hamas non si disarma, lasciando UNRWA sola sul campo con oltre 11.000 dipendenti palestinesi. Ogni giorno l’agenzia gestisce 14.000 visite mediche, mantiene sistemi idrici e di smaltimento rifiuti per più di un milione di persone, e garantisce istruzione digitale e matematica a 280.000 bambini, oltre a spazi temporanei per altri 60.000.
«Vogliono eliminarla, ma sanno che farlo ora avrebbe un impatto devastante sulla popolazione», ha detto Lazzarini. Secondo lui, UNRWA sostiene metà del sistema sanitario pubblico di Gaza e resta indispensabile per far arrivare gli aiuti: «Se vuoi che il vaccino arrivi alla bocca dei bambini, serve ancora una struttura come la nostra». Dietro le tensioni politiche, il Board of Peace e i suoi partner — tra cui il Tony Blair Institute — hanno chiesto informazioni operative a UNRWA per comprendere la realtà sul terreno. Tuttavia, un funzionario del Board ha ribadito che «i giorni dell’agenzia sono finiti», anche se i suoi lavoratori «potranno restare se superano i controlli e rispettano il mandato».





