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“Pestati e umiliati”, la Flotilla accusa Israele

“Pestati e umiliati”, la Flotilla accusa Israele

Tajani chiede sanzioni Ue contro Ben Gvir. Trump: “L’Iran non avrà mai l’arma nucleare”
venerdì, 22 Maggio 2026
3 minuti di lettura

Dario Carotenuto parla lentamente, come se ogni frase costasse uno sforzo fisico prima ancora che emotivo. Il Deputato del Movimento 5 Stelle è rientrato ieri mattina in Italia dopo il fermo della Global Sumud Flotilla, la missione diretta verso Gaza bloccata dalla marina israeliana in acque internazionali. Accanto a lui c’era il giornalista del ‘Fatto quotidiano’ Alessandro Mantovani, anche lui a bordo dell’imbarcazione fermata.

Le immagini diffuse nelle ultime ore e le testimonianze dei partecipanti stanno trasformando la vicenda in un caso politico e diplomatico che investe direttamente Israele e l’Unione europea. “Ci pestavano e ci dicevano ‘Welcome to Israel’”, ha detto Carotenuto. Non ha usato toni enfatici, ma il racconto è stato durissimo. Ha parlato di persone con fratture, di donne che avrebbero subito abusi, di trasferimenti con catene alle caviglie e manette ai polsi: “Per me è difficile anche solo ricordare quello che è successo”, ha ammesso.

Secondo la ricostruzione del parlamentare l’abbordaggio è avvenuto con un’imponente operazione militare: “Sono arrivati con tre motoscafi armati di tutto punto”, ha detto, ricordando uomini incappucciati, ordini urlati e la sensazione immediata che la situazione potesse degenerare. Gli attivisti sarebbero stati costretti a salire sui gommoni israeliani e poi trasferiti su una nave dove, sostiene, sarebbero stati gettati a terra, bendati e legati.

Paura di morire

Carotenuto ha descritto ore trascorse in posizioni dolorose, senza possibilità di muoversi: “Ci hanno tenuti su una balaustra strettissima, con le mani legate”. Poi il trasferimento in quella che ha definito “una nave-carcere”. Il momento che continua a tormentarlo arriva però dopo: “Ci hanno spogliato per farci prendere freddo e chiusi in un container al buio. Lì dentro ci hanno colpiti”. Ha parlato di pugni al volto, calci alle gambe e urla continue, “lo hanno fatto anche con ragazzi, donne e anziani”.

Il passaggio più inquietante ha riguardato invece quella che il Deputato ha interpretato come una simulazione di esecuzione: “A un certo punto mi hanno chiamato con il numero che mi avevano assegnato. Mi hanno fatto avanzare verso di loro mentre avevano i mitra puntati. Poi ci hanno ordinato di girarci di spalle”. Una scena che, ha detto, gli ha fatto pensare di poter morire davvero: “Ho avuto paura”.

Via tutti gli attivisti

Israele intanto ha respinto ogni accusa e ha difeso l’operazione. Il ministero degli Esteri ha annunciato su X l’espulsione di tutti gli attivisti stranieri, ribadendo che il Governo “non permetterà alcuna violazione del blocco navale legale su Gaza”. Ma intanto è cresciuta la pressione internazionale dopo la diffusione del video pubblicato dal Ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, nel quale gli attivisti compaiono inginocchiati, con le mani legate dietro la schiena. Immagini che hanno provocato reazioni immediate anche in Italia.

La procura di Roma acquisirà il filmato, mentre Antonio Tajani ha scelto di portare il caso davanti all’Unione europea. Il Ministro degli Esteri ha chiesto formalmente all’Alto rappresentante Kaja Kallas di inserire nella prossima riunione dei ministri europei la proposta di sanzioni contro Ben Gvir. Tajani ha parlato di “atti inaccettabili” e ha accusato il ministro israeliano di aver sottoposto gli attivisti a vessazioni e umiliazioni “in violazione dei più elementari diritti umani”.

Per le opposizioni, però, la linea del Governo resta troppo prudente. Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd, ha detto che Roma potrebbe adottare misure immediate senza attendere Bruxelles: “Se l’esecutivo vuole davvero passare dalle parole ai fatti può farlo subito”, ha detto, chiedendo anche la sospensione dell’accordo di associazione tra Unione europea e Israele.

Intanto gli attivisti italiani sono stati ieri in serata, accolti a Fiumicino e Malpensa, da familiari e sostenitori della Global Sumud Italia, che ha annuncoato nuove iniziative di mobilitazione. L’organizzazione ha accusato i governi europei di complicità politica con Netanyahu e ha chiesto l’interruzione dei rapporti militari, commerciali e accademici con Israele.

Parla Trump

Sul quadro mediorientale è tornato anche Donald Trump, che ha irrigidito la posizione sul programma nucleare iraniano: “Non permetteremo che abbiano uranio altamente arricchito. Lo prenderemo noi e probabilmente lo distruggeremo dopo averlo ottenuto, perché a noi non serve.

Ci assicureremo che non abbiano un’arma nucleare o dovremo fare qualcosa di molto drastico”, ha detto. Trump si è poi mostrato ottimista sull’evoluzione del conflitto: “La guerra finirà presto”. Sullo Stretto di Hormuz, ha rivendicato la pressione strategica degli Stati Uniti: “È una via navigabile internazionale, non vogliamo pedaggi. Abbiamo il controllo totale dello Stretto, la Marina ha fatto un lavoro straordinario. Nessuna nave entrerà o uscirà dall’Iran senza la nostra autorizzazione”.

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