La polizia sudafricana ha avviato una vasta operazione di ricerca dopo la sparatoria di massa che, nella notte tra lunedì e martedì, ha provocato 12 morti in un sobborgo di Johannesburg. L’attacco è avvenuto in una zona residenziale di Soweto, dove un gruppo armato ha aperto il fuoco contro un’abitazione durante una festa privata, colpendo indiscriminatamente gli ospiti.
Secondo le prime ricostruzioni, gli aggressori sarebbero arrivati a bordo di due veicoli, sparando con armi automatiche prima di darsi alla fuga. Le autorità hanno confermato che tra le vittime ci sono uomini e donne di età compresa tra i 20 e i 40 anni, mentre almeno altre sette persone sono ricoverate in condizioni critiche. Il portavoce della polizia provinciale ha definito l’episodio “uno degli attacchi più brutali degli ultimi anni”, sottolineando che gli investigatori stanno lavorando per stabilire se si tratti di un regolamento di conti tra bande o di un attacco mirato contro uno dei partecipanti alla festa.
La violenza armata rappresenta da tempo una delle principali emergenze del Sudafrica, dove il tasso di omicidi rimane tra i più alti al mondo. Le autorità hanno istituito posti di blocco e pattuglie aggiuntive nelle aree circostanti, mentre gli investigatori stanno analizzando i bossoli ritrovati sulla scena e le immagini delle telecamere di sicurezza. “Non ci fermeremo finché non avremo identificato e arrestato i responsabili,” ha dichiarato il ministro della Polizia. La comunità locale, ancora scossa, ha organizzato una veglia in memoria delle vittime, chiedendo maggiore protezione e interventi strutturali contro la proliferazione delle armi illegali. Intanto, la caccia all’uomo continua in un clima di tensione crescente, mentre il Paese si interroga ancora una volta sulla fragilità della sicurezza urbana.





