Dalla sicurezza alla lotta ai cambiamenti climatici, dalla ricerca medica allo sviluppo industriale. È nello spazio che si giocheranno molte delle sfide del futuro, secondo il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenuto ai microfoni di Radio Anch’io per delineare il ruolo crescente dell’Italia nel settore aerospaziale. “Molti dei problemi che abbiamo sulla Terra si risolvono nello spazio”, ha affermato Urso, sottolineando l’importanza delle costellazioni satellitari in orbita bassa. “L’osservazione della Terra consente di avere sistemi di sicurezza più efficienti, di contrastare meglio i cambiamenti climatici e di tutelare maggiormente la nostra libertà. Molto viene fatto dallo spazio sia in termini di offesa che di difesa”.
Il Ministro ha evidenziato come le missioni spaziali rappresentino anche una straordinaria opportunità per la ricerca scientifica e sanitaria. “In molte missioni saranno realizzati importanti esperimenti per individuare le medicine più efficaci contro diverse malattie”, ha spiegato. Particolare attenzione sarà riservata anche allo studio di nuovi materiali destinati a trovare applicazione sulla Terra.
Investimenti privati
Secondo Urso proprio le ricadute pratiche ed economiche della ricerca spaziale stanno attirando sempre più investimenti privati. “Questa è la ragione per cui persino i privati investono sullo spazio: le ricadute economiche sono significative”, ha sottolineato. Il ministro ha inoltre richiamato il ruolo centrale dell’Italia nei programmi internazionali di esplorazione spaziale, soffermandosi sulla partecipazione dell’astronauta italiano Luca Parmitano a una missione della Nasa in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea.
“Parmitano partecipa a una missione della Nasa con l’Agenzia spaziale europea, di cui l’Italia presiede la ministeriale”, ha ricordato Urso, annunciando che la riunione ministeriale intermedia dell’Esa si svolgerà nel nostro Paese nel prossimo mese di dicembre. L’Italia ospiterà inoltre anche la ministeriale del 2028, appuntamento destinato a definire i futuri programmi dell’agenzia europea.
L’accordo
Il ministro ha poi illustrato i contenuti dell’accordo raggiunto con la Nasa: “Sulla base di questo accordo Parmitano sarà il primo europeo a partecipare a questa missione”, ha dichiarato. A ciò si aggiunge un’intesa bilaterale firmata a Washington due mesi fa con il nuovo amministratore dell’agenzia americana, che prevede una partecipazione diretta dell’Italia alla fase successiva dell’esplorazione lunare. Tra gli elementi più significativi dell’accordo figura la realizzazione di un modulo abitativo destinato alla Luna. “Verrà costruito nel distretto aerospaziale piemontese da un’azienda italiana”, ha spiegato Urso. La struttura sarà inizialmente mobile e successivamente diventerà una base stabile per le future attività umane sulla superficie lunare.





