La procura rumena ha formalmente incriminato gli influencer Andrew e Tristan Tate, al termine di un’indagine durata quasi quattro anni e che ora entra nella fase giudiziaria. Secondo la DIICOT, i due avrebbero guadagnato oltre 1,2 milioni di dollari costringendo una ragazza minorenne a esibirsi in videochat sessuali, sfruttandola tra il Regno Unito e la Romania. Andrew Tate, 39 anni, è accusato di traffico di minori, riciclaggio di denaro e rapporti sessuali con una minorenne.
Il fratello Tristan, 38 anni, è incriminato per complicità nel traffico di minori e riciclaggio. Entrambi negano ogni addebito e attualmente si trovano in un carcere di Miami, dove stanno combattendo una possibile estradizione nel Regno Unito per un altro procedimento. La DIICOT descrive una vittima particolarmente vulnerabile, di 15 anni, reclutata da Andrew e trasferita in un edificio a Luton, nel Bedfordshire, per essere sfruttata sessualmente. Tristan, secondo gli inquirenti, avrebbe usato aggressioni fisiche per costringerla a collaborare. La ragazza sarebbe stata poi spostata in Romania, dove Andrew avrebbe continuato a controllarla tramite sorveglianza e violenza, obbligandola a esibirsi in videochat a pagamento.
Oltre alle accuse di sfruttamento, i procuratori ritengono che i fratelli abbiano riciclato denaro attraverso l’acquisto di auto di lusso, quattro delle quali — del valore complessivo di 710.000 sterline — sono state richieste per la confisca. Non è la prima volta che i Tate vengono incriminati in Romania: una precedente accusa era stata annullata nel 2024 dalla Corte d’Appello di Bucarest, che aveva giudicato parte delle prove inammissibili, rimandando il caso alla procura. L’attuale atto d’accusa dovrà ora essere valutato da un giudice prima dell’avvio di un eventuale processo.





