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La battaglia sull’ora legale mette il Senato americano di fronte alla corsa contro il tempo

martedì, 1 Settembre 2026
1 minuto di lettura

Negli Stati Uniti, dopo che la Camera ha approvato il disegno di legge per rendere permanente l’ora legale, ora tocca ai senatori decidere se dire addio al rituale semestrale di “spring forward” e “fall back”. Il provvedimento, battezzato Sunshine Protection Act, promette di “proteggere” la luce del sole — anche se, come ricordano gli esperti, la quantità di sole non cambia: cambia solo l’orario in cui lo riceviamo. Il senatore Rick Scott, repubblicano della Florida, è tra i più accesi sostenitori: “La gente sarà entusiasta di non dover più cambiare l’orologio,” ha detto. Per gli stati del Sud, infatti, l’ora legale permanente significherebbe più luce nei pomeriggi invernali. Anche il presidente Donald Trump ha rilanciato il tema su Truth Social: “La gente è stanca di cambiare l’orologio due volte l’anno. È stupido, scomodo e costoso.” Poi ha invitato i senatori repubblicani a “liberare la hotline” e approvare il Sunshine Protection Act “ASAP”. Ma non tutti sono convinti. In New England, dove il sole d’inverno è già scarso, l’idea di spostare ulteriormente l’alba non entusiasma. “Volete che i bambini aspettino lo scuolabus al buio alle 10 del mattino?” ha ironizzato il senatore Peter Welch del Vermont. In realtà, con l’ora legale permanente, il sole sorgerebbe alle 8:28 a.m. in dicembre — ma il punto resta: il Nord perderebbe luce al mattino. Il senatore Ben Ray Luján del New Mexico, sopravvissuto a un ictus, sostiene invece che mantenere un solo orario tutto l’anno avrebbe benefici neurologici: “Ci sono sempre più prove che il cambio d’ora influisce sulla salute.” Il dibattito attraversa anche gli stati divisi in due fusi orari, come Indiana o Texas. “Gli Hoosiers discutono da sempre su che ora sia davvero,” ha scherzato il senatore Todd Young.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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