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Ucraina nel mirino di 1.500 droni russi in quattro giorni, Kiev colpisce fino agli Urali

Almeno cinque morti nel Donbas. Mosca: colpite infrastrutture militari e energetiche. Zelensky: “Dobbiamo abbatterne oltre il 90%”. Un drone ucraino raggiunge Ekaterinburg, a più di 1.700 chilometri dal confine
martedì, 1 Settembre 2026
2 minuti di lettura

La Russia intensifica la guerra dei droni contro l’Ucraina: quasi 1.500 velivoli senza pilota sono stati lanciati in appena quattro giorni, mentre Kiev e la regione circostante hanno trascorso il quinto giorno consecutivo sotto attacco e con allarmi antiaerei quasi continui. Mosca sostiene di avere preso di mira infrastrutture militari, energetiche e logistiche; contemporaneamente, gli ucraini continuano ad aumentare la profondità dei propri raid, arrivando fino a Ekaterinburg, oltre 1.700 chilometri dal confine.

Gli attacchi di ieri sulla regione di Kiev hanno provocato almeno quattro feriti e danneggiato magazzini, un condominio e attività commerciali. Un deposito della catena di supermercati Varus è stato pesantemente colpito, con parte delle merci distrutte. A Odessa un drone ha incendiato un terminal del corriere Nova Poshta, mentre a Kryvyi Rih due persone sono rimaste ferite nell’attacco contro un impianto industriale. Il bilancio più grave arriva però dal Donbas. Cinque persone sono morte nei bombardamenti russi tra Kramatorsk, Starovarvarivka, Stepanivka e Bylbassivka, tra loro anche un bambino. A Sloviansk una bomba aerea FAB-500 ha colpito un edificio nel centro, ferendo quattro persone e danneggiando almeno 32 palazzi, un albergo e un asilo. A Kherson un uomo è stato ucciso da un drone nel centro cittadino.

Zelensky: “Intercettare più del 90% dei droni”

Il presidente Volodymyr Zelensky ha indicato come priorità per l’autunno il rafforzamento della difesa aerea. “In quattro giorni la Russia ha lanciato quasi 1.500 droni. Dobbiamo portare il tasso di abbattimento ben al di sopra del 90%”, ha affermato. Il problema principale sono i nuovi droni a reazione, contro i quali Kiev utilizza soprattutto l’aviazione da combattimento. Quattro aziende ucraine hanno già sviluppato droni intercettori e il governo punta ad aumentarne rapidamente la produzione.

Il ministero della Difesa russo ha rivendicato attacchi con aviazione, missili, droni e artiglieria contro “infrastrutture energetiche e dei trasporti”, centri logistici, siti di assemblaggio e deposito dei droni, depositi di munizioni, carburante e materiale militare, oltre a postazioni delle forze ucraine e di “mercenari stranieri”.

Kiev colpisce a 1.700 chilometri dal confine

La guerra dei droni si spinge però sempre più in profondità anche nel territorio russo. Il governatore della regione di Ekaterinburg ha riferito di un attacco contro un centro logistico della città, negli Urali, senza vittime. Secondo fonti di monitoraggio ucraine, l’obiettivo sarebbe stato un hub del colosso dell’e-commerce Wildberries. Ekaterinburg, città di circa un milione e mezzo di abitanti, si trova a oltre 1.700 chilometri dall’Ucraina. Altri sei droni diretti verso Mosca sono stati abbattuti dalle difese russe. Secondo il Financial Times, Elon Musk sarebbe inoltre disposto a permettere a Kiev di utilizzare sistemi Starlink sui droni destinati a colpire obiettivi in profondità in Russia, ma avrebbe indicato come necessaria una decisione politica della Casa Bianca. Donald Trump avrebbe finora negato l’autorizzazione.

Allarme per Zaporizhzhia

Resta critica anche la situazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia, occupata dalle forze russe. Il direttore di Rosatom, Alexei Likhachev, ha assicurato che Mosca continuerà a fornire gasolio per i generatori di emergenza, ma ha avvertito che “questa situazione non può continuare all’infinito”. La centrale è infatti priva dell’alimentazione elettrica esterna e Rosatom chiede un cessate il fuoco locale per consentire la riparazione della linea Ferrosplavnaya-1. Sul fronte europeo, l’Alta rappresentante Kaja Kallas ha annunciato che la petroliera Mv Sun, sospettata di appartenere alla “flotta ombra” utilizzata da Mosca per aggirare le sanzioni petrolifere, è stata abbordata nel Mediterraneo dalla missione Eunavfor Med-Irini. È la sesta nave sospetta controllata negli ultimi mesi. “Continueremo a bloccare” le entrate che finanziano la guerra russa, ha assicurato Kallas.

Intanto il Cremlino sostiene che il dialogo con Washington prosegue. Il negoziatore Kirill Dmitriev ha confermato contatti anche economici con gli Stati Uniti “nonostante i tentativi di interromperli”. Al vertice Sco in Kirghizistan Vladimir Putin e Xi Jinping hanno discusso brevemente anche dell’Ucraina, mentre Ankara ha annunciato di avere elaborato un nuovo piano per garantire il transito sicuro del grano attraverso il Mar Nero.

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