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Trump stringe l’assedio economico sull’Iran, petrolio in rialzo, Hormuz semichiuso

Iran, riprendono gli attacchi Usa. Trump: “Nazione fallita”, Pezeshkian: “Lavoriamo ancora per un accordo”

lunedì, 31 Agosto 2026
2 minuti di lettura

Donald Trump torna ad alzare i toni contro Teheran e rivendica l’efficacia della nuova offensiva economica americana. “L’Iran è ufficialmente una nazione fallita”, ha scritto il presidente statunitense, sostenendo che la Repubblica islamica “vuole un colloquio con noi a tutti i costi” e che “le sanzioni stanno avendo un impatto davvero forte”. Secondo Trump, Teheran sarebbe ormai priva di una marina e di un’aviazione efficienti, con una valuta al collasso, difficoltà nel pagamento delle forze di sicurezza e una leadership “nel caos totale”.

La risposta iraniana arriva dal presidente Masoud Pezeshkian, che nonostante la ripresa degli scontri militari continua a lasciare aperta la porta alla diplomazia. “Nonostante tutto, stiamo ancora cercando di raggiungere un accordo e un’intesa”, ha dichiarato durante un incontro con il premier indiano Narendra Modi a margine del vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai in Kirghizistan. “Continuare la guerra non è nell’interesse di nessuno: né nostro, né della regione, né dell’umanità”. Per Pezeshkian, “la soluzione ai problemi esistenti è il dialogo e la cooperazione”.

Riprendono gli attacchi dopo un mese

Le dichiarazioni arrivano all’indomani della prima azione militare americana contro l’Iran dalla fine di luglio. Le forze Usa hanno colpito due postazioni sull’isola di Larak, nello Stretto di Hormuz, che secondo il Centcom si preparavano a posare mine navali. Teheran riferisce di due morti e diversi feriti e respinge la versione americana come “pura fantasia”.

L’Iran ha risposto lanciando missili contro basi statunitensi in Giordania. Amman ha riferito di averne intercettati otto. Trump ha promesso una risposta americana “dura”. Gli Emirati Arabi Uniti hanno inoltre denunciato l’ingresso nelle proprie acque territoriali di un drone proveniente dall’Iran, definendolo una “pericolosa escalation”, mentre Teheran sostiene di avere colpito la base aerea di Al Minhad, circostanza negata da Abu Dhabi.

Resta altissima la tensione anche nello Stretto di Hormuz. I Pasdaran affermano che una petroliera sia stata immobilizzata dopo aver urtato due mine mentre tentava di percorrere una rotta “illegale”. Lo Stretto, attraverso il quale in condizioni normali transita circa un quinto del petrolio mondiale, rimane di fatto fortemente limitato dall’inizio della guerra.

Washington punta sulla stretta economica

Sul fronte economico l’amministrazione Trump punta ora a stringere ulteriormente l’assedio. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha annunciato che nuove sanzioni secondarie potrebbero essere varate ogni settimana, inizialmente contro il settore bancario, nell’ambito dell’operazione “Economic Outcast”. Anche l’Unione europea ha annunciato che continuerà a collaborare con Washington e con il G7 per mantenere alta la pressione su Teheran, pur chiedendo nuovi sforzi diplomatici.

L’economia iraniana mostra intanto segnali crescenti di difficoltà. Lo stesso Pezeshkian aveva ammesso nei giorni scorsi che importazioni ed esportazioni sono diminuite tra il 25 e il 35% e che il Paese si trova in condizioni “da economia di guerra”. La strategia americana mira proprio a trasformare questa pressione in leva negoziale. Teheran, tuttavia, continua a sostenere che un’intesa sarà possibile solo se Washington rispetterà gli impegni assunti nei precedenti negoziati.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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