“Ho il Parkinson. Mi è stato diagnosticato nel novembre del 2020. È stata una botta tremenda”. Dario Franceschini, Senatore del Partito Democratico ed ex Ministro, racconta per la prima volta la malattia in un’intervista al Corriere della Sera. La scelta di parlarne nasce anche dalla volontà di rivolgersi a chi vive la stessa condizione. “Mi sono convinto che sia giusto descrivere questa particolare stagione della mia vita con l’obiettivo di rivolgersi soprattutto agli altri malati: non isolatevi, continuate a vivere”, spiega Franceschini.
Il messaggio torna anche nelle parole con cui descrive il modo di affrontare le giornate: “È decisivo riuscire a riempire le proprie giornate e ripetersi: io non mollo, io continuo a vivere, a esserci”.
“Un atto di onestà e coraggio”
La rivelazione ha suscitato numerosi messaggi dal mondo politico. Goffredo Bettini, dirigente nazionale del Pd e direttore editoriale della rivista Rinascita, ha affidato a Facebook un lungo commento. “Esplicitare una condizione di salute difficile è un atto di onestà e di coraggio”, scrive Bettini, che definisce Franceschini anche “un amico, per me tra i più cari”.
Nel suo intervento richiama inoltre il lato più personale dell’ex ministro, quello che emerge nei suoi romanzi, tra “fede, sentimenti, ricordi, passioni”. E sottolinea il significato dell’invito rivolto da Franceschini agli altri malati: reagire, non isolarsi, continuare a vivere. “Auguro all’amico caro un’infinita forza”, conclude.
“Una lezione di vita e di politica”
Sandro Ruotolo, europarlamentare del Partito Democratico e responsabile Informazione nella segreteria nazionale del Pd, racconta di aver letto “tutto d’un fiato” l’intervista. Secondo Ruotolo, il racconto di Franceschini supera rapidamente la dimensione politica e lascia spazio a quella personale. Ricorda la diagnosi, la paura e il primo istinto di nascondere la malattia, poi individua nel messaggio dell’ex ministro un invito che riguarda molte persone: “Non nascondersi, non isolarsi, continuare a vivere, lavorare, amare”.
Per l’europarlamentare non c’è pietismo nelle parole di Franceschini, ma la capacità di riconoscere la propria fragilità senza trasformarla in debolezza. “Una lezione di vita. E anche una bella lezione per la politica”, scrive.
“Abbiamo bisogno di te”
Parole di vicinanza sono arrivate anche dal leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che ha ringraziato Franceschini per quella che definisce “una impagabile lezione di coraggio, dignità e forza”. Conte mette in evidenza anche “un pizzico di autoironia e sereno disincanto” nel racconto dell’ex ministro e osserva come l’intervista riporti al centro la persona prima del ruolo e degli incarichi.
Il Presidente del M5S richiama poi gli anni trascorsi insieme al governo, ricordando la perseveranza, la capacità di guardare oltre e la sensibilità istituzionale di Franceschini. “Abbiamo bisogno di te”, scrive, sottolineando l’importanza della sua determinazione a non farsi sopraffare dalle difficoltà. Il messaggio finale è rivolto direttamente al senatore dem: “Forza Dario, siamo con te”.





