Belgrado sostiene l’indipendenza e l’integrità territoriale dell’Ucraina, ma non romperà con la Russia. È questa la linea, sottile e complessa, che il presidente serbo Aleksandar Vučić ha ribadito sabato durante la visita di Volodymyr Zelenskij, la prima del leader ucraino in Serbia da quando è stato eletto nel 2019.
La visita, durata due giorni, arriva in un momento cruciale: Vučić si prepara a elezioni anticipate e cerca di mantenere un equilibrio tra l’aspirazione europea della Serbia e i suoi storici legami con Mosca. Belgrado ha condannato l’invasione russa del 2022, ma non ha imposto sanzioni alla Russia, da cui dipende per la maggior parte del gas.
Il presidente serbo ha assicurato che la Serbia continuerà a sostenere l’integrità territoriale dell’Ucraina, “compresi i territori occupati dal 2014”.
In cambio, l’Ucraina mantiene una posizione favorevole alla Serbia su un tema sensibile: non riconosce l’indipendenza del Kosovo, proclamata nel 2008. Sul fronte europeo, Vučić si è detto scettico riguardo a un’adesione rapida sia per Belgrado sia per Kiev, ma ha promesso che la Serbia sosterrà la candidatura ucraina all’UE.
I due leader hanno annunciato l’intenzione di concludere un accordo di libero scambio entro la fine dell’anno, un passo decisivo per la candidatura della Serbia all’Organizzazione Mondiale del Commercio e un prerequisito per l’ingresso nell’UE.
L’Ucraina blocca l’accordo dal 2005, a causa delle quote e dei dazi imposti da Belgrado al settore agricolo ucraino. Zelenskij ha spiegato che i colloqui hanno riguardato anche progetti infrastrutturali, sicurezza energetica e cooperazione alimentare in vista del prossimo inverno, che si preannuncia difficile per l’Ucraina dopo gli attacchi russi alle infrastrutture energetiche.





