Prima dell’arrivo del digitale, di Internet e delle migliaia di applicazioni e social network di cui usufruiamo oggi, si dovevano attendere giorni, settimane e addirittura mesi per ricevere una lettera, un pacco o per vedere un film in televisione. Oggi, invece, basta un clic e abbiamo consegne in giornata, serie tv e film disponibili immediatamente su qualche piattaforma streaming, risposte immediate a messaggi e chiamate e cibo disponibile di fronte alle nostre porte nell’arco di un’ora.
Viviamo nell’epoca dell’istantaneità, abbiamo tutto in pochi secondi, eppure, molti si sentono meno soddisfatti, più impazienti e annoiati. È forse possibile che insieme all’attesa stiamo perdendo la nostra capacità di provare quel piacere che scaturisce dopo aver ottenuto qualcosa che abbiamo aspettato a lungo.
L’attesa è sempre stata considerata un ostacolo tra noi e ciò che desideriamo, secondo la psicologia, però, non è realmente così. L’attesa, infatti, è una parte attiva della nostra esperienza emotiva. Mentre attendiamo che accada qualcosa il nostro cervello ha tempo di immaginare, costruire aspettative e preparare il sistema motivazionale per raggiungere un obiettivo. Questo è il motivo per cui molti ricordano con affetto e nostalgia il periodo che precede un viaggio, un compleanno o un incontro importante. Non a caso il drammaturgo e filosofo tedesco Gotthold Ephraim Lessing ha scritto “L’attesa del piacere è essa stessa il piacere”. In psicologia per descrivere la capacità di trarre beneficio dall’aspettativa di qualcosa di positivo che sta per accadere viene usato il termine anticipatory pleasure, letteralmente piacere anticipatorio.
Il tranello della dopamina e l’illusione della gratificazione
La dopamina è sempre stata considerata come la molecola del piacere anche se la realtà è molto più complessa. Le neuroscienze mostrano infatti che la dopamina è coinvolta soprattutto nella motivazione e nell’anticipazione della ricompensa più che nel piacere in sé. È qualcosa che ci spinge verso ciò che desideriamo. Quando attendiamo che arrivi o accada qualcosa di importante il cervello costruisce una rappresentazione della ricompensa futura e questo aiuta a mantenere alta la motivazione e a rendere l’esperienza emotivamente ricca.
Come dicevamo prima, la tecnologia ha ridotto ed eliminato quasi del tutto i tempi morti. Se da una parte questo ha portato comodità prima inimmaginabili, migliorando molto la vita quotidiana, ha anche modificato negativamente il nostro rapporto con il tempo. Non siamo più in grado di aspettare, non abbiamo più pazienza e concentrazione e non sappiamo più godere di quei momenti di nulla assoluto. Questo perché quando il cervello si abitua a ricompense immediate diventa meno disposto ad aspettare. In psicologia si parla di delay discounting, letteralmente sconto ritardato, ovvero la tendenza a preferire subito una piccola ricompensa piuttosto che aspettarne una maggiore dopo un intervallo di tempo più lungo.
Secondo diverse letture scientifiche una gratificazione immediata può essere associata a comportamenti impulsivi e a una minore capacità di perseguire obiettivi a lungo termine. Se continuiamo ad abituare il cervello ad avere tutto e subito avrà sempre meno occasioni di esercitare la pazienza e di sperimentare il valore emotivo dell’attesa.
Ritrovare il tempo per desiderare
Il paradosso è che più riduciamo il tempo che separa il desiderio dalla sua soddisfazione, meno spazio lasciamo alla costruzione dell’anticipazione. Il risultato è che tante piccole ricompense generano una soddisfazione momentanea che lascerà più rapidamente il posto alla ricerca dello stimolo successivo. Questo perché il piacere non dipende solo da ciò che si desidera, ma dal percorso mentale e fisico che ci porta alla sua realizzazione. L’unico modo per riprendere contatto con l’attesa è quindi recuperare uno spazio psicologico che sembra stia per scomparire, dobbiamo abbracciare i tempi morti e permettere all’anticipazione di costruirsi secondo i suoi ritmi. Il cervello ha bisogno di piccoli intervalli per immaginare, desiderare e costruire nuovi significati.





