Un nuovo episodio di tensione ha scosso il Mar Cinese Meridionale venerdì, quando navi della Guardia Costiera cinese hanno sparato con cannoni ad acqua contro imbarcazioni filippine, tra cui una con a bordo una troupe della CNN, vicino al banco di Scarborough — uno dei punti più contesi dell’intera regione. È il terzo scontro in una settimana in queste acque strategiche, dove basta un errore di manovra per rischiare un conflitto su scala globale. La CNN, a bordo di una nave dell’Ufficio filippino per la pesca e le risorse acquatiche, ha documentato l’attacco mentre la missione cercava di rifornire di carburante i pescatori locali.
Le navi cinesi si sono avvicinate a tal punto che la troupe ha potuto distinguere i volti del personale. “Andatevene immediatamente… altrimenti prenderemo provvedimenti severi”, ha intimato la Guardia Costiera cinese via megafono, prima di colpire l’imbarcazione con potenti getti d’acqua. Secondo le autorità di Manila, 15 navi cinesi — tra Guardia Costiera e milizia marittima — hanno circondato 10 imbarcazioni filippine, tre delle quali della Guardia Costiera. Un piccolo aereo governativo ha sorvolato la zona per monitorare la situazione. Una delle navi cinesi si è avvicinata a soli sette metri, creando un “serio rischio di collisione”.
Il banco di Scarborough, chiamato Bajo de Masinloc nelle Filippine e Huangyan in Cina, è una lingua di sabbia disabitata a 220 chilometri da Luzon e 850 da Hainan. Rivendicato da Cina, Filippine e Taiwan, è sotto controllo cinese dal 2012, con una presenza costante di navi di pattugliamento. Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha difeso le azioni di Pechino definendole “legittime e conformi alla legge”. Manila, invece, ha denunciato “manovre pericolose e attacchi deliberati”.





